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Dove
cielo e terra s'incontrano. L'altopiano di "S. Antuono"
in agro di Grottole
di Innocenzo
Pontillo
Salire sull'Altopiano di Sant'Antonio abate
in agro di Grottole (Basilicata), in macchina o a piedi, è sempre un viaggio
affascinante tra paesaggi mozzafiato e grandi silenzi interrotti solo dal suono del vento.
Non a caso molti dicono che, salendo in questo
luogo solitario e splendido, non si può far a meno di sentire su di esso "il
soffio di Dio".
Le rovine di
Altojanni accolgono
per prime il visitatore, appaiono all'improvviso a ridosso della strada sterrata
che porta al Santuario.
Di questo centro fortificato rimane ben poco nella memoria delle nostre
genti se non il nome, qualche data e nulla più.
Affiorano ancora dal terreno resti di mura, di fortificazioni, di camminamenti e su tutto
svetta un resto di fortificazione che, erroneamente, viene indicata come "la
torre".
Silenziosa testimonianza di una comunità ormai scomparsa.
Dai ruderi si gode una vista magnifica sulle valli del Bradano e del Bilioso e "locchio
spazia in ogni direzione su un orizzonte sterminato, identico in tutto il suo cerchio. Si
è come in mezzo a un mare di terra biancastra, monotona e senzalberi" (Carlo
Levi).
All'estremità dell'Altopiano sorge il
Santuario di Sant'Antonio Abate protagonista di alcune pagine del libro "Cristo
si è fermato a Eboli" di
Carlo
Levi che così scrive:
Di qua, ai miei piedi, le case del
paese (di Grassano), con i loro tetti giallognoli, ....
Da tutti gli altri lati, il grande mare di terra informe, di la del Bilioso, delle grotte
dei briganti e dei monachicchi, e di Irsina, irta su un colle ispido.
Paesi lontanissimi appaiono da ogni parte, come vele sperdute su questo mare, fin laggiù
dove si intravede Salandra, e Banzi, dove si stenta a immaginare, che in quella arsura,
esistesse davvero un tempo la fresca fontana più chiara del vetro, degna del vino e del
capretto; altri più vicini, paiono navigare avvicinandosi al porto, fino a Grottole, là
di faccia, dietro la cappella di Sant'Antonio, e ai suoi due alberi sperduti nel
deserto ... bambini erano stati rapiti per l'aria,
e ritrovati .... Uno di pochi mesi scomparve, e si trovò poi,
sopra uno dei due alberi che stanno a lato della cappella di sant'Antonio, a una
diecina di chilometri dal paese, a mezza strada fra Grassano e Grottole.
Era stato un
demonio a portarlo lassù, e sant'Antonio ad averne cura".
Probabilmente il complesso medievale del
Santuario di S. Antonio abate è la più antica costruzione religiosa esistente nel
territorio del comune di Grottole, dal quale dista 14 chilometri.
La sua struttura architettonica è possente, ma assai semplice. La
chiesa ha una facciata a capanna ingentilita da una finestra circolare, ora murata, mentre
sul portone l'entrata troviamo in una piccola nicchia una statua policroma del Santo.
Inoltre accanto alla chiesa vi è lantico "conventino" oggi,
purtroppo, in parte pericolante anche se, dopo una grande campagna di pressione
popolare, sono stati già stanziati i fondi per il suo restauro.
Da secoli le nostre genti si recano in pellegrinaggio
in questo luogo per chiedere la "grazia", per fare festa, per
devozione.
In piccoli gruppi salgono a piedi sullaltipiano e fanno trascorrere le lunghe ore di
viaggio pregando, cantando e ricordando le tante leggende che sono legate a questo luogo,
a "Sant'Antuno" e ai suoi miracoli.
Scrive la giornalista Mara
Romaniello: "Ci piace pensare a quanta strada si percorreva a piedi nei
secoli passati per raggiungere il Santuario, forse con più pazienza di quella che
accompagna oggi i viaggiatore frettoloso e timoroso di bucare una gomma a inerpicarsi con
l'auto per queste strade dissestate.
Ci piace pensare che Sant'Antuono non sia stato dimenticato dai pochi abitanti dei paesi
vicini, lontani essi stessi, come il loro Santuario, dalle vie del traffico e della
velocità.
Ci piace immaginare che saremo qui
per visitare la chiesa aperta ai fedeli e
saggiare le tracce di una religiosità popolare che in Lucania annulla lo scorrere dei
secoli". |
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Misteri sull'altopiano
La città scomparsa di Altogianni
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Quando cielo e terra s'incontrano
La "promessa"
di Sant'Antonio
Un racconto della tradizione popolare
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