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                   Sono passati già tre anni da quando un gruppo di volontari iniziarono una campagna di pressione perché il medievale Santuario di S. Antonio abate in agro di Grottole, fosse salvato dal crollo.
Ora però questa battaglia in favore di questo luogo sembra davvero giunta alla fine, è ormai notizia di qualche settimana che il Ministero dei Beni Culturali e la Regione Basilicata hanno firmato gli “Accordi di programma per i Beni culturali” in cui è stato inserito il finanziamento del restauro del Santuario di S. Antonio abate di Grottole.

Ma le iniziative per custodire e preservare questo luogo non terminano qui, infatti se da un lato alcuni volontari stanno per procedere alla riparazione delle porte della chiesa, da parte sua l’Associazione Finisterre, l’associazione "Magna Grecia Lucana"  di Torino e la Delegazione Finisterre di Campi Bisenzio (Firenze) e il Centro Ernesto De Martino di Ferrandina stanno per lanciare un appello ai ricercatori e agli studiosi lucani perché segnalino documenti e materiali inerenti questo luogo.
Affinché si possa ricostruire la storia millenaria di questo insediamento Antoniano e si possa così realizzare un restauro del complesso monumentale senza il rischio di alterarne le forme, affinché questo luogo sappia sempre raccontare, attraverso le sue pietre e i suoi ex voto, la storia di fede del popolo lucano e della sua religiosità popolare.

   

 



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