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>> Lo scaffale di Pomponio
Attico
di Andrea Panerini
Certo, è un nome strano per intitolare la sezione che dovrebbe
racchiudere gli editoriali. E’ un nome che inevitabilmente rimanda
alla classicità romana: Pomponio Attico era il libraio di fiducia di
Marco Tullio Cicerone.
Se però considerate come nasce questa rivista non vi sfuggirà il
collegamento.
Questa rivista nasce, diversi anni fa, da una idea del
nostro attuale Vicedirettore (ed editore assieme alla moglie) Enrico
Beni come foglio che doveva supportare l’Associazione dei Lettori,
organizzazione che nasceva dall’esperienza (presente tuttora) della
Libreria La Bancarella.
Dopo diversi anni di sospensione lo stesso Enrico Beni mi ha onorato
dell’offerta (che ho subito accettato) di dirigere questa testata
carica di storia e di cultura.
Ed eccoci qua, dopo mille
tentennamenti e difficoltà (soprattutto di carattere economico ed
organizzativo) possiamo dare alle stampe il primo numero della nuova
serie de Il libro volante.
Ringrazio fin d’ora chi ha creduto in questa impresa fin da subito,
perché è troppo facile accodarsi a una rivista quando ormai è
collaudata e ha raggiunto una certa notorietà.
Devo anche subito dire che l’editore mi ha dato ampia autonomia sia
per la linea editoriale che per la scelta della redazione. E sono
orgoglioso di sottolineare che la nostra redazione è una delle più
giovani tra le testate culturali visto che quasi tutti i redattori
(me compreso) non hanno ancora compiuto i trenta anni.
E’ il frutto meditato di una rinnovata fiducia verso le nuove
generazioni. E quindi non vi stupirà vedere due firme giovani come
Fernando Bassoli e Leonardo Moro nella sezione narrativa o giovani
poeti in quella che selezione liriche.
Come avrete visto, la sezione
poetica è molto esigua sia come numero di autori che come spazio
complessivo.
Questa scelta non è certo riconducibile ad una nostra mancanza di
attenzione verso lo strumento espressivo poetico ma dalla
constatazione che è difficile trovare autori e testi validi che
valga la pena pubblicare.
Uno degli obbiettivi irrinunciabili della
nostra rivista è la salvaguardia della scrittura in tutte le sue
forme anche a costo di dare ad alcuni delle brucianti scottature.
Noi vogliamo essere letti, non siamo e non saremo mai una palestra
per dilettanti.
Questo è bene chiarirlo fin da subito.
Ma daremo voci ai territori, alle nicchie culturali trascurate, ai
perseguitati dal grande circo della grossa e media editoria
nazionale, cioè l’anticultura eletta a sistema di governo. Saremo
uno strumento di resistenza culturale dove le varie tendenze e
opinioni si confronteranno e si scontreranno sempre nel rispetto di
tutti e senza la pretesa di alcuno di avere la Verità in tasca.
Siamo una rivista laica e tuttavia rispettosa delle religiosità (e
non a caso il nome della nostra testata deriva da una espressione
biblica come potete vedere spiegato nella terza di copertina).
La sezione monografica di politica in
questo primo numero si intitola Appunti per una nuova sinistra. E’
una sollecitazione che cerca di ravvivare la discussione interna
alla sinistra italiana che attualmente sembra più incentrata sulle
etichette che sui contenuti e sui valori che i vari filoni culturali
progressisti possono portare come contributo.
Due tra i principali sono l’antifascismo e la laicità dello Stato.
L’antifascismo viene onorato con la pubblicazione integrale
dell’ultimo discorso di Giacomo Matteotti alla Camera dei Deputati
prima di essere ucciso.
Il tema della laicità viene trattato con un saggio su Mazzini di
Zeffiro Ciuffoletti e, oltre che da un mio personale articolo sui
diritti civili, da un interessante articolo di Emiliano Cappello su
Darwin oltre ad una lettera
dell’ex senatore Giuliano Boffardi.
Completano il quadro delle questioni aperte i pezzi di Antonio Gai
sull’Università e di Ennio Passalia sull’ancora attuale argomento
del presunto ribaltone del 1994 (vedrete nelle pagine successive
anche l’intervista ad Oscar Luigi Scalfaro sull’argomento).
Le interviste sono di altissimo livello e riguardano questo numero
Beppe Grillo, Alessandro Cecchi Paone, Carlo Guarino e,
come già
accennato Oscar Luigi Scalfaro.
Non vi perdete anche la sezione miscellanea con rubriche e articoli
di musica, cinema e varia cultura (questo numero particolare
attenzione a Fabrizio De Andrè).
Mi vorrei dilungare maggiormente ma una pagina è fin troppo esigua
per parlare di tutti gli argomenti di questo numero e tuttavia era
giusto anche concentrarci sulla storia e sugli intenti della
testata.
Seguiteci e mandateci i vostri consigli.
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