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12 Maggio 2007.
FAMILY DAY E DINTORNI
di Andrea Panerini,
direttore de “Il libro volante”
Quello che si temeva è
accaduto. Una Caporetto (almeno a livello numerico) per il mondo
laico. Inutile nascondersi dietro un dito. E’ vero che le piazze non
sono il paese. E’ vero che lì c’erano solo pezzi di società.
E’ però emerso in maniera drammatica l’abisso che separa la capacità
di mobilitazione del mondo cattolico dalla medesima capacità in
campo laico.
E al tempo stesso, lo devo dire, è venuta la conferma (purtroppo)
della giustezza delle mie valutazioni di una settimana prima, quando
sconsigliavo agli amici dello SDI e agli amici del movimento
omosessuale di tenere una contromanifestazione nella stessa città e
lo stesso giorno del Family Day. Sapevo che la capacità mediatica e
organizzativa del Vaticano (ditta aperta da un discreto numero di
secoli) è nettamente superiore.
Risultato: 10.000 contro 500.000, in rapporto di 1 a 50. Uno
schiaffone tremendo che i clericali hanno potuto dare a tutti i
laici di questo paese.
Ma non è il momento di
recriminazioni. E’ il momento di essere preoccupati. Preoccupati per
il ritorno di clericalismo becero e populista, di un machismo mai
sopito nel nostro paese, di una omofobia strisciante che recenti
studi hanno registrato essere dilagante tra i più giovani.
E’ il momento di preparare una controffensiva culturale in cui i
laici di questo paese (credenti e non credenti, cattolici e
protestanti) testimoniano che un’altra Italia è possibile, che
un’altra Italia è presente.
Una Italia laica, tollerante, non spaventata dai rischi di
contaminazioni, ma che possa vedere nelle diversità una ricchezza.
In cui la laicità possa essere l’agorà, uno spazio di incontro e di
discussione sereno e libero dove poter prendere anche delle
decisioni per la polis, per lo Stato, senza prevaricare nessuna
minoranza e senza che l’ideologia prevalga sulla tolleranza. Una
rilettura approfondita del Trattato sulla tolleranza di Voltaire i
nostri politici se la dovrebbero rifare (se mai lo avevano letto
prima).
Dal Family Day si sono
dedotte almeno tre cose. In prima istanza si è capito che le flebili
speranze che si potevano nutrire circa l’approvazione in questa
legislatura di una legge sulle unioni civili è stata spazzata via.
Poi è risultato evidente che l’ostacolo rappresentato dalle
gerarchie cattoliche non sarà facile da eludere visto l’intreccio
tra Vaticano, le lobby economiche e il mondo politico (esemplare il
fatto che a Piazza S. Giovanni il sindaco Veltroni abbia dato tutto
il supporto possibile – comprese milioni di bottigliette d’acqua –
mentre la manifestazione di Piazza Navona è stata nei fatti
ostacolata).
Ed è risultato altrettanto evidente che il Vaticano non accetta
nessun tipo di discussione circa il concetto di famiglia, di cui si
ritiene portatore unico e indiscutibile. In effetti mi risulta che
tutti gli alti prelati a Roma abbiano una famiglia “regolare” con
una donna e dei figli… e che quindi possano impartire con cognizione
di causa alte lezioni in materia.
L’ipocrisia e l’intolleranza hanno di nuovo impregnato i palazzi
apostolici del Vaticano e non ci sono molte speranze di veder
nuovamente fiorire lo spirito aperto, dialogante ed ecumenico del
Concilio Vaticano II.
A questo quadro si è
poi aggiunta la mancanza di pudore del centrodestra (e di parte del
centrosinistra) nello strumentalizzare il mezzo milione di Piazza S.
Giovanni.
Ma non è certo con una difesa ideologica della famiglia, improntata
su uno squallido familismo e su una equivoca e vaga “legge naturale”
– il cui interprete unico sarebbe il Papa e non la scienza – che si
permette ai giovani di nutrire la speranza per il futuro, per
costruire nuove famiglie. Negli anni di governo della destra quanti
provvedimenti a favore delle classi più deboli abbiamo visto? Quanti
interventi per le famiglie numerose? Nessuno.
Solo un progressivo indebolimento del welfare e una precarizzazione
selvaggia del mercato del lavoro che toglie le speranze ai giovani.
E il centrosinistra? Debolmente pervenuto sotto forma di qualche
agevolazione e nulla più. Ovviamente ad un indebolimento della
politica corrisponde un aumento dell’influenza della lobby vaticana
sulla vita pubblica.
Ma allora che cosa ci
raccontano questi signori? Vogliamo veramente credere che le coppie
omosessuali e la pluralità delle famiglie siano la causa delle
incertezze e dello sgretolamento di alcuni costumi familiari? E’ una
operazione che si può fare, nonostante sia palesemente falsa e
ipocrita, e la nostra avvilente classe politica, a destra e a
sinistra, può insabbiare le sue responsabilità. Ma non a lungo.
Arriverà, forse, il momento in cui la coscienza civica degli
italiani si risveglierà e farà piazza pulita di tutta questa
mediocrità.
Se ne autorizza la riproduzione a patto che non siano operati tagli
e che sia citata sempre la fonte (Fonte: librovolante.eu). Articolo
edito su
www.andreapanerini.it
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