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Le madonne vestite lucane. Un rituale scomparso
Quante volte entrando in una chiesa lucana o guardando una processione che attraversa uno dei tanti paesi della Basilicata abbiamo visto, esposta alla pietà dei fedeli, una statua della Madonna rivestita di abiti veri. Scrive il prof. Antonio Cestari [1] che la pratica di vestire le statue delle Madonne «ha origini antiche e pagane dalla vestizione delle statue lignee con ori e vesti preziose. […] In Europa, nel Medioevo, si incominciarono ad addobbare le sculture di legno, di bronzo e di pietra, con ori e vesti preziose. Nel Rinascimento si rafforza il culto mariano e si arricchiscono i guardaroba delle Madonne, come dimostrano gli inventari esistenti nella zona veneta dove il numero più elevato è di 61 abiti per la Madonna del Rosario con Bambino della chiesa di San Nicolò dei Gesuati e di 46 per la Madonna Addolorata della chiesa di San Nicolò dei Mendicoli, entrambe a Venezia. Nei secoli XVII e XVIII la statua lignea rivestita con abiti sfarzosi è molto frequente nella nostra cultura, fenomeno questo ormai in estinzione anche per la mancanza di devote dedite alla vestizione». Era «una
preghiera vestire la Madonna, una devozione, un rito perché gli
abiti, la biancheria, gli ori che la coprono sono offerti dai
devoti di ogni categoria sociale, per un voto fatto, per una
grazia ricevuta, per la salvezza della propria anima.
Nel
piccolo paese di
Grassano
(Matera) è rimasta ampia memoria di questa antica
tradizione infatti troviamo, custodite nelle sue chiese, ben tre
Madonne vestite. Si tratta in tutti e tre i casi di Madonne
Addolorate, la più antica delle quali è forse proprio la
Madonna custodita presso la
chiesa Madre (particolare del volto nella foto a lato). Bellissimo è il suo viso e assai ricco e
sontuoso è il suo abito finemente ricamato. Oggi queste statue, rivestite con i loro abiti più sontuosi, se ne stanno polverose e dimenticate nelle loro chiese, testimoni mute di un pio rituale ora dimenticato e documento storico, esse stesse con i loro abiti, dell’abilità e del gusto nel vestire raggiunto nei secoli passati. ________________ [1] Beatrice Andriano Cestari, Madonne vestite. Riti di vestizione, in Rassegna delle Tradizioni Popolari, n.2-3-4, anno X, Aprile- Dicembre 1997. [2] Quando gli abiti delle Madonne venivano sostituiti quelli vecchi venivano distrutti. La distruzione era effettuata col fuoco per evitarne la profanazione secondo una disposizione tridentina. La pratica, abolita con l’applicazione delle norme del Concilio Vaticano II, consentiva la raccolta dell’oro e dell’argento che era cucito sugli abiti. [3] Nei manichini vestiti documentati dal prof. Cestari è stata notata l’assenza delle mutande e del reggiseno. |
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