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L'Ordine Ospedaliero degli Antoniani di Vienne di Innocenzo Pontillo
Era il 1080 quando i resti mortali di S. Antonio abate, considerato il fondatore del monachesimo cristiano vennero trafugate dall'Egitto, per salvarle dalla dilagante invasione degli arabi, e portate in Francia dove vennero deposte a La Motte St. Didier (che successivamente cambiò nome in Bourg St. Antoine). Qui nel 1095 sorse lOrdine Ospedaliero dei canonici regolari di S. Agostino di S. Antonio abate, detto comunemente degli Antoniani di Viennois o Vienne o, nel regno di Napoli, di Vienna. Sempre la dizione francese "Antuane", usata per indicare S. Antonio abate, sembra abbia fatto nascere in Italia l'uso di indicare con il termine "Antuono" questi religiosi e lo stesso Santo1. L'Ordine in origine era
formato da infermieri e frati laici, Lo stesso Dante, in uno degli ultimi canti della "Divina Commedia", prende di mira gli Antoniani, evidentemente molto attivi e spesso insistenti nella richiesta di elemosine e scrive: "di questo ingrassa il porco Sant'Antonio/ e altri assai son ancor più porci, / pagando di moneta senza conio"2. LOrdine ebbe nel corso
della sua storia, durata fino al 1776, anno della soppressione, una grandissima
espansione territoriale i cui limiti erano a nord la Svezia, a est lUcraina e a sud
S. Giovanni dAcri (Palestina), con circa mille fondazioni, delle quali un centinaio
distribuite in tutta lItalia. Non a caso nel XV secolo gli Antoniani assistevano ben
oltre 4000 pazienti, in circa 370 ospedali sparsi per l'Europa. Ma a partire dal XVII secolo il
fenomeno dell'accorpamento degli ospedali gestiti dai vari Ordini e il miglioramento delle
condizioni igieniche in Europa (che portarono alla scomparsa delle grandi epidemie che
avevano flagellato il vecchio continente nei secoli precedenti), fecero venir meno la
stessa ragione d'esistere degli Antoniani, sempre più divisi da dispute e conflittualità
interne. Così nel 1774, due anni prima della
soppressione dellOrdine, venne decisa dal Capitolo Generale degli Antoniani
lunione con lOrdine di Malta, che si prefiggeva anchesso, fra i suoi
scopi, lassistenza e la cura dei pellegrini. LOrdine lasciò traccia del suo passaggio attraverso una serie pressoché infinita di ospedali e luoghi di culto dedicati a S. Antonio abate distribuiti in tutta Europa ed anche in Basilicata, dove si segnalano gli insediamenti di Oppido Lucano (PZ) e di Grottole (MT). Naturalmente la scelta delle
località in cui sorgevano le fondazioni degli Antoniani era determinata dagli scopi a cui
essa era destinata, ovvero laccoglienza dei viaggiatori e dei pellegrini ed in
particolare la cura dei malati. Solitamente questo era un
edificio spartano che comprendeva una cucina con la mensa, i dormitori, una cappella e
alcuni locali di servizio. La malattia che l'Ordine Antoniano curava in modo specifico era l'herpes zoster detto anche fuoco di S. Antonio, molto diffuso tra i poveri a causa della cattiva alimentazione, ed anche l'ergotismo, che era provocato soprattutto dallingestione di segale cornuta (veniva così chiamata la segale contaminata da un fungo nella quale si sviluppava un alcaloide che provocava linfezione). Gli Antoniani usavano
soprattutto il grasso di maiale come emolliente per le piaghe provocate dal fuoco
di S. Antonio, per questo nei loro possedimenti allevavano spesso i
maiali che simbolicamente venivano raffigurati anche
nelle chiese dell'Ordine insieme con il Tau. 1 A.Giganti, La chiesa di Sant'Antuono di Oppido Lucano, Ed. Ermes, 2000, p.8. 2 Dante Alighieri, Divina Commedia: Paradiso, canto XXIX, versi 124-126. 3 Maria Gabriella Longhetti, La Precettoria di S. Antonio di Ranveso, tratto da Quaderno del volontariato culturale, n.2, aprile 2002. |
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