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I colori di Lucania 61, metafora di un mondo


di Innocenzo Pontillo

 

 

Il dipinto Lucania 61 è un omaggio del pittore Carlo Levi alla terra e alle genti della Basilicata. Non a caso questo quadro di forte impatto, misura 18,50 metri in lunghezza e 3,20 metri in altezza, rappresentò la Basilicata alla "mostra delle Regioni" organizzata a Torino nel 1961, in occasione del primo centenario dell' Unità d'Italia.

Il dipinto, scrive Franco Palumbo, "come uno schermo panoramico, racchiude la storia di Tricarico e del suo poeta Rocco Scotellaro, di Grassano e Aliano, luoghi di confino dello scrittore-pittore, e di Matera capitale della 'cultura contadina'.
E' un'opera di grande respiro emotivo, pregna di realismo esasperante [...].
Nella sequenza pittorica si possono leggere ancora i richiami dei problemi irrisolti del Mezzogiorno".

Attraverso le varie parti che costituiscono il grande dipinto vediamo riprodotti e illustrati i luoghi, i personaggi e  le immagini care al pensiero leviano. Non a caso il dipinto è stato considerato come una "metafora" delle genti di Basilicata.

La grande tela è composta "da cinque pannelli: il primo, più grande, ha sei metri di base, gli altri quattro hanno una base di tre metri ciascuno. Sulla sinistra è rappresentata una scena del Lamento funebre per Rocco Scotellaro, che riprende fedelmente il quadro omonimo dipinto tra il ‘33 e il ‘34. La seconda scena è costituita dalle case di un paese che è sostanzialmente un «Sasso». Spostandosi verso destra, si vede una donna con un bambino con il costume di Pisticci, alcuni bambini, contadini che tornano dai campi, Rocco attorniato dalla sua gente e da fratelli d’anima (come Saba), e infine figure di disoccupati. Il grande poema pittorico risponde in buona parte al progetto che Carlo ha da tempo di una storia del Sud negli ultimi vent’anni. Storia di miseria, di abiezione, di dignità, di lotta, di resurrezione: dalla quale sembra levarsi più forte l’ammonimento degli anni e il lutto fatto di pudore e amarezza, portato ad una civiltà che si va dissolvendo e per un’Italia che si dà un altro volto in attesa di un futuro migliore", cit. tratta da Gigliola De Dovuto e Sergio D’Amaro, Un torinese del Sud: Carlo Levi, Baldini & Castoldi editori, Milano, 2001, p.275.

Al centro del grande dipinto "bianco in cima ad un alto colle desolato, come una piccola Gerusalemme immaginaria nella solitudine di un deserto", compare Grassano, le sue povere case, il suo piccolo cimitero con i profondi calanchi, riarsi dal sole, posti ai suoi piedi.

Il quadro, di proprietà del Comune di Matera, è oggi esposto in modo permanente a Matera (Basilicata) in una sala di Palazzo Lanfranchi, ove ha sede il Centro "Carlo Levi".

 

Bibliografia
 

- F. Palumbo, Carlo Levi: Lucania '61, in "Bollettino della Biblioteca Provinciale di Matera", XI,17, 1990, pp. 125-126.
- AA.VV., In Lucania con Carlo Levi, testo di Carlo Levi, fotografie di Mario Carbone, commento di Gino Melchiorre, Cosenza 1980.
- Gigliola De Dovuto e Sergio D’Amaro, Un torinese del Sud: Carlo Levi, Baldini & Castoldi editori, Milano, 2001.

 




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