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Giornata  della  Memoria  2005

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 “… sono un sopravvissuto di un campo di concentramento. I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere: camere a gas costruite da ingegneri istruiti; bambini uccisi con veleno da medici ben formati; lattanti uccisi da infermiere provette; donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati di scuole superiore e università.

Diffido – quindi – dell’educazione. La mia richiesta è: aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani. I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri educati, degli psicopatici qualificati, degli Eichmann istruiti. La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani”.

Così scriveva ai suoi insegnanti il preside di un liceo americano, ad ogni inizio di anno scolastico, per ricordargli come nel novecento piccoli uomini, assolutamente ordinari, durante la seconda guerra mondiale, nel chiuso dei lager, nelle città occupate e sui campi di battaglia diedero vita ad atroci massacri in nome dell’ideologia e sotto la guida di spietati dittatori.

Anche se un secolo nuovo si è appena aperto mettendo la parola fine al novecento, nessuno può illudersi che questo cancellerà per sempre quel passato, anche perché l’uomo del terzo millennio è lo stesso di allora, perciò sempre capace di rifare gli stessi sbagli, da qui la necessità di conoscere quel passato perché non abbia più a ripetersi.

Ecco perché il Parlamento italiano nel 20 luglio 2000 ha dichiarato il giorno 27 gennaio, data dell' abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria"; al fine di ricordare lo  sterminio del popolo ebraico (la Shoah), dei deportati militari e politici italiani nei campi di concentramento e quanti, a rischio della propria vita, hanno salvato e protetto altre vite.

Negli ultimi anni numerose sono state le iniziative realizzate su questo tema in Italia e in quei luoghi che sono stati direttamente protagonisti di quegli eventi.
Ecco perché quest’anno alcune associazioni hanno deciso di collaborare insieme per dar vita insieme ad una serie di iniziative perché la “giornata della memoria” non sia solo una celebrazione ufficiale, ma diventi soprattutto anche un momento di trasmissione e condivisione della memoria storica tra generazioni.

Certo non è stato facile mettere intorno a un tavolo tante realtà associative ma in fondo il programma di questa giornata è il frutto di questo impegno collettivo, per raccontare insieme un pezzo della nostra storia di comunità e di popolo. Speriamo di esserci riusciti, certo ci abbiamo provato.

Inoltre il Comune di Campi Bisenzio (Firenze) e l'Associazione Finisterre in collaborazione con l’Associazione Magna Grecia Lucana e l’Associazione “Carlo Levi” di Torino (Piemonte) ed il Centro Studi “Ernesto de Martino” di Ferrandina (Basilicata) hanno dato vita al progetto "Le Parole della Memoria” , un singolare esperimento di “trasmissione della memoria” attraverso la diffusione in tre regioni di "Kaddish", il racconto sull’olocausto di Fabrizio Parrini, già vincitore del premio "Parole per comunicare 2002".

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