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In Corso Umberto I, nel cuore del centro storico di grassano, in una posizione dominante rispetto all'agglomerato urbano moderno è situato il Palazzo Materi. Era la residenza della famiglia Materi che giunse in questo centro, dalla nativa Cosenza, sul finire del 1700 per prendere in fitto dallultimo Commendatore, la ricca Commenda Gerosolomitana di Grassano e le sue Grancie che, allinizio dell800, acquistarono, divenendo una delle famiglie più ricche di Basilicata e arrivando a possedere beni nei Comuni di Grottole, Irsina, Tricarico, Salandra, Calciano, Garaguso e Brindisi di Montagna. È
proprio tra la fine del '700 e gli inizi dell'800 che dobbiamo datare la costruzione
di Palazzo Materi. Del palazzo scrisse anche lo scrittore torinese Carlo Levi nelle prime pagine del "Cristo si è fermato ad Eboli", ambientate a Grassano: "Lei spesso si siede, lho visto tante volte, sulla panchina di pietra che è davanti al palazzo del Barone. Centanni fa, anzi più di centanni fa, su quella stessa panchina sedeva ogni sera, come fa ora lei, a prendere il fresco, il bisnonno del barone di adesso, [ ]. Allora di fronte al palazzo non c'erano case come ora, ma cominciava la campagna e c'era una grossa quercia. [ ][1].
Il portale,
d'ispirazione classica e di impianto settecentesco, reca al centro lo stemma
gentilizio della famiglia Materi (nel passato nota come Matera) costituito da uno
"scudo ovale, sormontato da una corona, ed attraversato da una banda trasversale
nella cui parte superiore troviamo raffigurato un leone e in quella inferiore tre croci".
Nel cortile
interno si aprono le porte di accesso alle stalle, alla legnaia, alla cantina e
ai vari depositi, ricavati scavando nella stessa roccia su cui poggia posteriormente
l'edificio, e ospita anche un pozzo-cisterna assai profondo. Oggi l'intero edificio, per le sue interessanti caratteristiche stilistiche ed a seguito della richiesta dei precedenti proprietari è stato dichiarato "particolarmente importante" ed è stato acquistato, in parte, dal Comune di Grassano. Sempre in Corso Umberto I si trova Piazza del Purgatorio, nella quale anticamente si ergeva la Chiesa del Purgatorio, abbattuta nella seconda metà del XX secolo, di cui si può ancora ammirare una parte dellabside, sfuggito fortunatamente alla demolizione. Una curiosa tradizione voleva che nella chiesa del Purgatorio, nel periodo invernale, di venerdì, allo scoccare della mezzanotte, subito dopo i rintocchi delle campane che chiamavano a raccolta i morti, venisse celebrata, da un prete locale deceduto, una messa particolare alla quale prendevano parte quei defunti grassanesi che avevano da espiare delle colpe, (a mess di murt). Si racconta anche che prima dellinizio della funzione si svolgeva, allinterno della chiesa, una processione davanti alla quale, a passi lenti e in mezzo a fiamme roventi, procedeva unanima con in mano una croce; le altre seguivano e, in atto di contrizione, si battevano continuamente il petto. Dopo aver fatto tre giri, il sacerdote invitava le anime purganti a genuflettersi in mezzo alle fiamme e, in tale posizione, queste ascoltavano la messa. Al termine, un forte rumore preannunziava il volatilizzarsi delle anime nel loro regno[2]. |
[ Grassano ]
Per approfondire:
AA.VV., Guida turistica dei comuni dell'area bradanica, 2004
AA.VV., Alla scoperta di Grassano, cd-rom interattivo dell'Associazione Finisterre, 2001 |
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