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Sorge
in fondo all'odierna strada principale del paese la Chiesa della Madonna
della Neve.
Dell'esistenza di questa chiesa si parla in una Santa Visita del 1588
del Vescovo di Tricarico Santonio, che dice fosse "posta fuori della
predetta Terra di Grassano, non lontano, sotto la cura ed il governo, come fu affermato,
del Procuratore della Confraternita del SS.mo Corpo di Cristo".
Con il
terremoto del 1857 la Cappella di S. Maria della Neve subì
notevoli danni, infatti il crollo del soffitto distrusse
l'antico organo e la gran parte degli arredi sacri dell'antica chiesetta che, vuole la
tradizione, venne riedificata solo grazie al concorso di tutta la
popolazione grassanese che lavorò gratuitamente alla ricostruzione
delledificio.
Oggi
questa chiesetta si presenta con due navate, assai semplici, ed è affiancata da un
caratteristico campanile con un tetto a cipolla. Tra i suoi arredi vanno
segnalati un quadro del '700 di scuola napoletana raffigurante la Natività
e la bella acquasantiera seicentesca posta all'entrata.
Vuole unantica tradizione che in questa chiesa si sia fermato a pregare anche
S. Giuseppe da Copertino.
Nella
chiesa della Madonna della Neve, ad iniziare dal 16 dicembre fino al
giorno del Santo Natale, veniva celebrata la novena di Natale in modo solenne era U
matitin (Il mattutino), perché cominciava al mattino, prima
dellalba.
Fin dai primi rintocchi della campana, le vecchiette, dopo aver indossato
un pesante scialle u spragan, con un tizzone nella mano
destra per farsi luce lungo la strada buia e con una sedia nella mano sinistra, si
recavano in chiesa per partecipare al rito.
Al loro arrivo, il luogo sacro, nella navata destra era già gremito di giovani, la
cui presenza, più che ad un atto di devozione, era dovuta ad una circostanza particolare:
lincontro con le ragazze.
Le vecchiette comodamente sedute nella navata centrale, avevano lo
sguardo rivolto verso laltare maggiore; i giovani, invece, fattisi avanti fin sotto
le arcate, stando in piedi, ammiravano le ragazze che erano di fronte, addossate alla
parete.
La nascita del Bambino Gesù era accolta con gioia da tutti e, in
modo particolare, dai giovanotti, che lanciavano in chiesa uccelli verso la cupola in
segno domaggio al Signore, e fave e ceci arrostiti verso le fanciulle in segno
daffetto, non appena veniva intonato il canto E nato per noi, gioiosa la
terra dal sacerdote.
Subito dopo limmagine del Bambino, giacente su un cesto pieno di paglia,
veniva portata in processione per la chiesa per poi essere baciata da tutti i fedeli. A
l termine, un filo di paglia, in segno di devozione, veniva preso
e portato a casa[1].
Esiste
anche una curiosa leggenda popolare legata a questa chiesa, la quale
racconta che un povero contadino decise di vendere lanima
al diavolo in cambio di molte ricchezze.
Ma con il passare degli anni, sentendo avvicinarsi il momento in cui sarebbe
morto, iniziò ad aver paura di andare allinferno e cominciò a
pregare la Madonna perché lo aiutasse a salvare la sua anima dalla dannazione eterna.
Fu così che una notte gli apparve in sogno la Madonna della Neve
che gli disse: Figlio mio, se vuoi salvarti in segno di penitenza segui la Santa
Messa nella mia chiesa, ma non distrarti qualsiasi cosa succeda. Il giorno dopo,
appena sveglio, il contadino prese il suo cavallo e uscì per andare a seguire la Santa
Messa.
Arrivato davanti la chiesa della Madonna della Neve legò il suo cavallo
allanello di ferro posto (sino a qualche anno fa) accanto al portone dentrata
della chiesetta e andò fiducioso a seguire la funzione.
Ma durante la messa il diavolo, accortosi di ciò che stava succedendo, si impossessò
del cavallo del contadino che iniziò a nitrire e a scalciare con forza contro il muro
della chiesa. I colpi erano così forti da far tremare tutta la chiesa.
La gente, impaurita, cominciò a strattonare il contadino affinché andasse a
calmare il suo cavallo, ma lui era così concentrato nellascoltare la Santa Messa
che non diede retta a nessuno, né si lasciò impaurire da tanto baccano.
Terminata la funzione il contadino alluscita della chiesa, si trovò senza
cavallo e con in dosso gli stessi poveri abiti che possedeva un tempo.
Tutti i suoi beni erano scomparsi. Così povero, ma felice, si addormentò e
morì, finalmente in grazia di Dio.
A pochi metri da questa chiesa, all'entrata del paese, fa anche bella
mostra di sé Palazzo Ferri che rappresenta con la sua struttura, il
grande cortile e la piccola cisterna, il prototipo di palazzo padronale di inizio '800.
Fu edificato da Innocenzo Vignola nel 1876, ben restaurato dopo il
sisma dell'80 merita sicuramente un visita al suo cortile scenografico
ingentilito da una bella e elegante scalinata di marmo.
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Per approfondire:
AA.VV., Guida turistica dei comuni
dell'area bradanica, 2004
AA.VV., Alla scoperta di Grassano,
cd-rom interattivo dell'Associazione Finisterre, 2001 |
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