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Sulla
via Appia, ai margini dell'abitato, sorge la misteriosa Cappella Abbatangelo, finita di edificare nel 1901
dalla facoltosa signora Cristina Abbatangelo.
Certo
la prima impressione che provoca la visione della severa facciata della cappella non è
rassicurante. Infatti, proprio il reverenziale timore che suscita nel
viandante la vista di questo monumento funebre ha fatto nascere nel corso
del tempo molte leggende su questa costruzione.
La più antica tra queste, con la quale si cercava anche di spiegare il perché
delledificazione di questedificio, è la leggenda della farina
fatata.
Infatti
vuole la leggenda che una notte il nobile Giovanni
Mattia, marito di Cristina Abbatangelo, mentre ritornava a Grassano sul suo
bianco cavallo portando con sé un sacco di farina appena macinata ebbe la sventura
dincontrare sulla sua strada sei fate che danzavano intorno ad un grande
fuoco. Il poveruomo pieno di paura stava per fuggir via quando una di loro lo
chiamò e indicandolo alle altre lo invitò a danzare con loro.

Al che, il poveretto, temendo di far infuriare le fate se avesse rifiutato, scese
da cavallo e danzò con loro fino allalba.
Ballò così bene che le fate allo spuntare del giorno, prima di lasciarlo andar
via, decisero di ringraziarlo con un incantesimo. Infatti gli dissero di non vendere il
sacco della farina che portava con sé, ma di venderne un poco alla volta poiché questa
mai sarebbe terminata, ma aggiunsero che mai e poi mai avrebbe dovuto rivelare a
qualcheduno quanto vide quella notte, altrimenti lincantesimo si sarebbe spezzato.
Il nobiluomo così fece, e per quanta farina vendesse questa non diminuiva mai nel sacco
fatato.
Perciò man mano che il tempo passava divenne così ricco da non riuscire a
spendere i ducati così guadagnati, che perciò accumulava in un ripostiglio segreto. Ma
un giorno un terribile male lo colpì e il nobiluomo, nellimminenza della morte,
decise di rivelare il suo segreto alla moglie, donna Cristina Abbatangelo.
Gli raccontò dellincontro con le fate, della farina fatata e del luogo in
cui aveva nascosto i ducati magicamente guadagnati. Poi con lanima in pace morì.
La consorte cercò subito il magico sacco di farina ma appena lo toccò tutta la
farina sparì, poiché lincantesimo era stato spezzato. Ma non se ne dispiacque,
infatti con i molti ducati trovati nel nascondiglio indicatogli dal marito visse nel lusso
per il resto dei suoi giorni e fece costruire, per gratitudine verso il marito, la
cappella gentilizia a lui dedicata.
In
realtà si tratta di una suggestiva leggenda, giacché la signora Cristina Abbatangelo era
già ricca di suo. Invece molte altre storie e dicerie riguardano il luogo in cui è stata
edificata questa cappella.
Una di queste riguarda
un albero che si trova dietro la cappella, inclinato in maniera così accentuata che
sembra quasi voglia crollare sulla cappella stessa.
Di questa strana inclinazione i contadini davano due giustificazioni: alcuni
dicevano che un fulmine aveva colpito lalbero e laveva inclinato, ma
non distrutto, mentre unaltra storia affermava che il
diavolo arrabbiato per la costruzione della cappella in quei terreni su cui
spadroneggiava, cercò di distruggerla facendo crollare un albero sulledificio, ma
grazie allintervento di Madre Maria (la Madonna) lalbero
arrestò la sua caduta a pochi metri dalla cappella e rimase inclinato così come
oggi possiamo ammirarlo.
Accanto
a questa leggenda dobbiamo citare anche la credenza, tipicamente grassanese, che voleva la
cappella abitata da un monachicchio, che si diceva
si divertisse a spaventare i viaggiatori che la notte si azzardavano a passare nei pressi
della cappella.
Questa credenza era così forte che sino a qualche decennio fa erano pochi coloro
che osavano passare davanti alla cappella dopo il calar del sole, per andare a riempire
lacqua alla fontana di contrada Pozzo, tanta era la paura di incontrare questo
spiritello dispettoso.
Ancora
oggi è possibile parlare con anziani che raccontano di aver visto o sentito, quando erano
bambini, il monachicchio muoversi nel giardino della
cappella, ma non si sa che fine abbia fatto oggi questo spiritello.
Che sia sparito con la civiltà contadina che lha generato? |
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