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All’inizio del 1400 il Re Ladislao assegnò il feudo di Tricarico al condottiero Sforza Attendolo  dopo che i precedenti Signori di Tricarico, i Sanseverino, erano fuggiti dal Regno di Napoli per salvarsi dalla vendetta Re. Infatti il Sovrano avevando scoperto che tramavano alle sue spalle, per spodestarlo, aveva ordinato la loro cattura e la confisca di tutti i loro beni.

Quando lo Sforza prese possesso del feudo di Tricarico e dei sui Casali, dopo un periodo di grande confusione, al fine di chiarire a chi appartenesse la giurisdizione sul Casale di Grassano fa celebrare il processo detto di San Mauro, dal nome del paese in cui fu celebrato.wpe1C.jpg (11248 byte)

Il Processo, iniziato nell’agosto del 1414, si concluderà solo nel gennaio 1415 con la “Sentenza detta della Candela”, che deriverà il nome dall’usanza medioevale di considerare valida una deliberazione se, dopo che era stata pronunciata, non si avanzavano reclami durante il tempo occorrente a far bruciare una candela fatta di stoppa intrecciata e cera (cinque/dieci minuti circa).

Il processo sancisce il tentativo, in parte fallito, degli abitanti di Grassano e dell’Ordine di Malta di affrancare definitivamente il Casale di Grassano dal vassallaggio al Signore di Tricarico.

Il giudice con la sentenza conclusiva, pur stabilendo che il Casale di Grassano è pertinenza del Signore di Tricarico ed è soggetto alla sua giuridizione criminale, non può fare a meno di registrare che gli abitanti di Grassano hanno ormai creato una propria autonoma amministrazione cittadina (l’Universitas) e che se “da venti anni circa il P. Acquaviva teneva giurisdizione civile sul Casale per conto dell’Ordine Gerosolomitano, ciò era dovuto a graziosa donazione degli eccellentissimi Signori di Tricarico1.

Questo processo perciò, oltre a fotografare una Comunità ben definita e organizzata  che si è elevata oltre il semplice livello di piccola aggregazione umana, mostra il primo, dei tanti tentativi, fatti dai suoi abitanti per scrollarsi di dosso ogni forma di vassallaggio verso la vicina Città di Tricarico, cosa che si realizzerà   definitivamente solo all’inizio del ‘600.

La breve permanenza degli Sforza come Signori di Tricarico (sono gli stessi che poi diventeranno Signori di Milano), farà si che la giurisdizione civile in questo centro continuerà ad essere esercitata tranquillamente dall’Ordine di Malta e permetterà il mantenimento di quella grande autonomia di cui il Casale di Grassano ormai godeva.

 

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