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Sei buono tu dei quattro leoni Rocco Scotellaro
Carlo Levi nacque
a Torino[1] da Ercole e Annetta Treves il 29 novembre 1902. Dal 1922 collaborò al
giornale di cultura "Rivoluzione liberale" fondato da Piero Gobetti: erano gli
anni in cui si consolidava tra i socialisti l'idea che comprendere e assimilare il
Mezzogiorno italiano fosse fondamentale per arrivare alla rivoluzione. Contemporaneamente si dedicava alla pittura, la prima esposizione di un suo quadro risale al 1923 ed ebbe luogo alla Quadriennale torinese. Nel 1924, a soli 22 anni, si laureò in medicina e per quattro anni fu l'assistente del Prof. Micheli presso la Clinica medica dell'Università di Torino. Ben presto, però, alla carriera universitaria e alla professione di medico preferì l'attività di pittore. Frequenti furono i suoi viaggi a Parigi, dove aprì uno studio di pittura in Rue de la Convention. Rimase tuttavia vivo il suo interesse per i problemi sociali, civili e
politici del tempo: nel 1929 diede vita a "Lotta Politica" con Nello Rosselli e
Riccardo Bauer e, con il gruppo dei "Sei pittori di Torino", partecipò alle
mostre di Torino, Genova e Milano. Nel 1930 partecipò alla XVII edizione della Biennale
di Venezia e nel 1932 alla XVIII edizione, dopo aver esposto, fra il 1930 e il 1932, a
Buenos Aires, a Roma e a Parigi. La sospetta partecipazione a questo movimento antifascista gli causò
l'arresto, che ebbe luogo il 13 marzo 1934 ad Alassio, dove la famiglia Levi aveva una
casa di campagna. Venne rilasciato il 9 maggio dello stesso anno, anche a seguito di un
appello di alcuni artisti residenti a Parigi.
Essendo la signora fra l'altro sposata, il Prefetto di Matera suggerì: "( ) l'allontanamento da Grassano del Levi Carlo, perché in quella popolazione non sembri che col consenso delle autorità i confinati nel luogo di confino possano mantenere relazioni contrarie agli indirizzi del Governo Fascista per la tutela della Famiglia. Inoltre il Comune di Grassano, per essere vicino ad importante scalo ferroviario, è il meno adatto per il soggiorno del Levi Carlo amante della straniera Giurievich ( ) Attraverso detto scalo il soprascritto ha ricevuto vari bagagli, non passati quindi sotto il controllo della censura. Proponesi che, qualora il soprascritto debba rimanere in questa Provincia, sia trasferito ad Aliano" [2]. Tre giorni dopo il trasferimento, il 21 settembre, Levi inviò una
lettera al Questore di Matera, tramite la quale chiedeva l'autorizzazione a tornare a
Grassano per completare alcuni quadri che aveva intenzione di inviare all'esposizione
Biennale di Venezia. A seguito della proclamazione dell'Impero ricevette l'amnistia il 20 maggio 1936. Rimase però ad Aliano fino al 26: "Tutti i confinati partirono l'indomani mattina. Io non mi affrettai. Mi dispiaceva partire, e trovai tutti i pretesti per trattenermi"[4]. Tra il 1936 e il 1939 intensificò la sua attività di pittore, la sua presenza infatti fu registrata in diverse mostre tra Milano, Genova e Roma. Nel 1939, sentendosi strettamente sorvegliato dalla polizia fascista, decise di trasferirsi in Francia e stabilirsi a Parigi, dove scrisse il saggio Paura della libertà, pubblicato nel 1946. Tornò in Italia nel
1941 ed aderì al Partito d'Azione. Al 1942 risale il suo saggio Paura della pittura.
Contemporaneamente partecipava alla lotta di Liberazione, venne quindi arrestato
nuovamente nella primavera del 1943 a Firenze e poi liberato nel luglio dello stesso anno.
Nel 1945 si trasferì a
Roma per dirigere "L'Italia Libera", e, durante il referendum, diede un notevole
contributo al trionfo della Repubblica. Nel 1946, candidato nella lista azionista per la
Costituente, rivisitò i paesi lucani: ebbe luogo in quel periodo l'incontro con Rocco
Scotellaro, che risultò indubbiamente proficuo e ricco di scambievoli effetti. Dopo la pubblicazione nel 1950 de L'orologio e dopo aver scritto un
preoccupato saggio sul rinascente neofascismo italiano nel 1952, fece frequenti viaggi nel
Mezzogiorno e si spostò fra Lucania, Calabria e Sicilia. Divenne importantissimo in
questo periodo il sodalizio con Rocco Scotellaro. I viaggi in Sicilia provocarono la
gestazione e lo sviluppo del volume Le parole sono pietre, che fu pubblicato nel 1955 ed
ottenne il premio Viareggio. Nel 1963 si presentò a far parte delle liste elettorali del Pci; d'altronde la sua simpatia per le idee socialiste era ormai nota a tutti. Levi però non ebbe mai una tessera di partito: il suo ingresso in lista infatti avvenne con la qualifica di "indipendente di sinistra", preferendo un ruolo di richiamo alle ragioni della morale e dell'uomo nella sua totalità. Con queste intenzioni egli entrò nell'agone politico. Fu eletto senatore del collegio di Civitavecchia, l'elezione venne poi rinnovata nel 1968 nel collegio di Velletri.
Contemporaneamente fondò, nel 1967, la Filef (Federazione Italiana
Lavoratori Emigranti Famiglie) e partecipò in qualità di presidente a convegni nazionali
e internazionali, scrisse discorsi e discusse proposte di legge a favore di quelle persone
che erano costrette a lasciare il proprio paese per lavoro. Anche noi siamo italiani all'estero, quando ci rechiamo a fare un viaggio, anche i turisti sono italiani all'estero. Il fenomeno che è davanti a noi non è tanto quello degli italiani che si trovano all'estero, ma il problema degli emigranti, dei lavoratori, dell'emigrazione di massa, dell'emigrazione forzata, che, come fenomeno, rappresenta un aspetto fondamentale del nostro sistema economico, sociale, politico [6]. I suoi orientamenti sociali
e civili non interferirono negativamente con la sua attività di pittore, anzi, si
collegarono meglio e più organicamente ad essa. Vennero organizzate sue mostre in tutta
Italia, distribuite tra Torino, Roma, Firenze, Mantova, Matera e Lorica. Nel 1974, presagendo forse
di essere prossimo alla fine, volle immergersi nuovamente nel suo passato e tentare di
recuperare il tempo ormai trascorso. In quei giorni non risparmiò
nessuna delle sue energie; poco dopo però, il 4 gennaio del 1975, si spense in una
clinica romana a causa di una polmonite e successive complicazioni
cardiocircolatorie. [1] Le notizie biografiche sono tratte da: Biografia essenziale, in Carlo Levi, opere grafiche, a cura di F. FIORANI-G. SACERDOTI, Matera, La Tipografica, 1997, pp. 156-158, e da: G. CASERTA, Scheda bibliografica, in Nuova introduzione a Carlo Levi, Venosa, Osanna, 1996, pp. 156-159. [2] Carlo Levi, documenti dal confino, in Carlo Levi al confino da Grassano ad Aliano, a cura di L. SACCO, Quaderni di Basilicata/5, Matera, Basilicata editrice, 1986, p. 11. [3] Ivi, p. 16 [4] C. LEVI, Cristo si è fermato a Eboli, Torino, Einaudi, 1999, p. 234. [5] C. LEVI, Prefazione a R. SCOTELLARO, E fatto giorno, Milano, Mondadori, 1954, p. 10. [6] C. LEVI, Discorso al Senato, in Emigrazione, 14 aprile 1964, p. 12. |
[ Grassano ]
LEVI CARLO
CASERTA GIOVANNI Nuova introduzione a Carlo Levi, ed. Osanna, Venosa, 1996.
COLANGELO VITO A. |
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