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Lo Smascheramento fiabesco. Dalla fiaba alla vita e ritorno: viaggio nel cuore degli uomini


di Silvia Lacertosa  tratto da "Obelanum", Anno 9, nov.- dicembre 2004

 

 

Si può supporre che la prima distinzione fondamentale fu rispetto alla Natura, agli animali: trattare il proprio corpo diverso  in maniera diversa, evidenziarne la specificità, separarlo e riconoscersi.
Così ebbero origine le arti della manipolazione, cui è possibile sottoporre un corpo, e i vestiti che, in seguito, dovettero sottolineare una seconda importante separazione tra maschi e femmine.
Si rivelò ulteriormente indispensabile distinguersi da chi appartenesse al proprio gruppo, dagli altri, dallo straniero. E come forma più eclatante di differenziazione si ricorse all’occultamento… 
La luna perde la testa una volta al mese. Ogni volta che si fa nuova c’è, ma non si vede. Perciò è detta nera, oscurata, cinerea. Rapita, come Persefone. L’occultamento della luna è anche raffigurato come apposizione di una veste oscura sul corpo o di un velo sul capo.
Questa veste tenebrosa simboleggia anche il dolore della madre, Demetra dalla veste oscura e dal viso velato. La congiunzione col sole rappresenta sia la mitica occultazione, il ratto, l’uccisione della luna, sia le nozze celesti.
Le nozze del novilunio sono sempre infauste, sono nozze di morte.
Un velo nero cala sulla sposa, la luce riapparirà solo nella figliola (o nel figliolo della tragica unione...
", (da Sermonti, Fiabe di luna..)  che (come Persefone), “risorgerà dagli abissi portata da biondi cavalli”.
 La morte temporanea della luna è un inghiottimento da parte del sole, ma anche una unione sessuale con lui.
Da questa unione nasce ogni volta una falce bimba, culla e madre di se stessa. Gli eroi lunari sono inghiottiti da mostri o da animali mitici, fatti a pezzi (o a spicchi) come la luna, bruciati in forni, sommersi nell’acqua o messi alla prova col fuoco.
La luna, nel più grande rito, offre se stessa per rinnovarsi, come sacrificio, e per ridare la forza agli elementi. Il mistero della rinascita degli astri attraverso l’occultamento ha suggerito un modello sacro comune.
Dopo un tempo ben preciso, tre giorni o cento anni…, come la luna, risorgono dei ed eroi degli esseri umani.
La luna crescente è la luna rinata culla, barca, osso, simbolo del ritorno alla vita dopo la morte, spuntando…. l’oscurità. L’eroe o l’eroina, coperti dalla pelle di un animale, con la cenere in viso o un cappuccetto in testa, inizia il suo ciclo come luna nuova, lentamente illuminandosi(il fiabesco cambio delle tre vesti) dopo essere passati nell’inferno occultatore, inceneritore del Sole (prove del fuoco o del calore, residue tracce di cenere). Lo smascheramento fiabesco finale coinciderà col mitico svestimento rivelatore.

"Un giorno che era seduta presso una limpida fontana, dove spesso si recava a piangere sulla sua triste sorte, le venne in mente di specchiarvisi; l’orribile pelle d’asino che le serviva da acconciatura e da vestito la spaventò.
Tutta vergognosa di trovarsi così combinata, ella si lavò il viso e le mani, che divennero più bianche dell’avorio, e il suo bell’incarnato riprese la freschezza naturale. Il piacere di vedersi così bella le diede voglia di bagnarsi, e lo fece; ma dovette rimettersi ben presto l’orribile pelle per tornarsene alla fattoria", da "Pelle d’Asino".

   


 

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