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L’esilio del briccone, ovvero… dalla fiaba alla vita: viaggio nel cuore degli uomini


di Silvia Lacertosa tratto da "Obelanum", Anno 2, n. 8, settembre 2004

 

 

Le eroine di molte fiabe vivono, in qualche modo, una perdita, un esilio, magari temporaneo, nella propria famiglia umana; donne-anatroccolo brutte perché non appartenenti alla specie che le guarda. Evocano, in modi diversi, l’archetipo della briccona che, anche involontariamente o, addirittura contro la propria volontà, arrivando, fomenta e rimescola il tutto.
Su un piano diverso, questo contatto sentivo e cercavo con il “cordone di Charlot”, con le storie del coyote imbroglione.
E’ un lavoro che continua, affronta l’esilio, questa volta sono donne nell’intimità degli interni fiabeschi. Irriducibilità delle nature selvagge, diversità, contrasto, esilio, fedeltà giurata al proprio Io interiore autentico, per quanto indesiderato dall’esterno o poco conveniente, lacerazione.

Se la guarderete negli occhi vedrete “ojos del cielo”, gli occhi della persona che non sta più qui. (Pinkola Estés)
Avere negli occhi un’anima pallida. Se l’anima va così lontano da non esserci a tratti, può dirsi temporanea, ma è una morte.
Morte come assenza dell’anima, lontananza  estrema o separazione da questo mondo al quale continua ad appartenere il corpo.
E’ la creatura che, per sopravvivere, si fa interiore, cambia mondo quando l’inadeguatezza a quello della famiglia terrena le rende la presenza impossibile.
Allora si rifugia in quei regni cui appartiene, ma solo in parte. Qui non brilla, ma fa intima esperienza di poteri adatti a fecondare la propria vita, se fidandosi ancora, si decida a tornare.
Rintracciando i sentieri trascritti o trascorsi del suo corpo, potrebbe scoprire le medicine giuste, dell’aver affrontato il terribile “non esserci più”, ciò che più di tutto poteva farle paura, ora potrebbe guarirla.
Tutte le creature hanno l’istinto del “tornare a casa”.
Solo adesso, per forza di memoria, conosce il passaggio segreto che conduce attraverso il suo mondo interiore, vi è già stata.
Ha la sua consistenza, è una realtà dell’anima: Dove sei a casa, a chi o a cosa appartieni. Nel mezzo della foresta, presso una frontiera visibile o invisibile, qui, vive la maga.

   


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