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Cinque
pagine in fondo cosa sono? Eppure in questi anni nella Sezione Narrativa
in lingua italiana, la sezione del concorso "Parole per comunicare"
dedicata ai racconti brevi, i testi pervenuti "raramente si limitano
alla pura descrizione fine a se stessa; il più delle volte, partendo da
spunti narrativi anche originali, racchiudono nello spazio concesso
brevi e intense storie coinvolgenti-sconvolgenti, in grado sempre di
tenere desta l’attenzione del lettore".
Il lettore,
in fondo, è il sommo giudice di questo premio letterario ed attrarne
l'attenzione, colpirlo con le proprie storie, è forse la conquista più
grande per chiunque scrive. Proprio per questo in questa edizione del concorso abbiamo deciso di raddoppiare il numero di racconti che potranno essere "segnalati per la pubblicazione", per far si che queste storie possano, anzi debbano continuate a vivere nelle case, tra gli scaffali delle biblioteche o più semplicemente tra le mani di un avido lettore in viaggio.
In fondo
questo concorso, popolare e collettivo, è un grande atto d'amore per
coloro che scrivono che, mai come oggi, possiamo considerare come gli
ultimi difensori della singolarità, rifiutando essi con le loro opere
ogni parola d’ordine. Kierkegaard ha detto: “…dappertutto si è ricacciata indietro la personalità. Pare che si tema che l’Io debba essere una specie di tirannia e che per questo ogni Io debba essere livellato e nascosto…” parole di una terrificante attualità a distanza di oltre un secolo. Ecco perché in questa nostra civiltà così asimmetrica e friabile, pur nel piccolo di una cittadina del Sud, o forse soprattutto nel piccolo di una cittadina del Sud, avviene per strenua volontà di alcuni il miracolo dell'attenzione a quei nodi di luce, provenienti dalle “secretas galerìas del alma” (per citare il grande Machado), che, sotto gli strati superficiali diversissimi da individuo a individuo, sono comuni a tutti, anche se non tutti ne hanno coscienza. |
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