|
|
|
|||
![]() |
||||
|
Scorrono le immagini di un telegiornale. Oggi quanti sono i morti delle tante sconosciute guerre che infiammano il mondo? Trecento, quattrocento, forse ancora più numerosi? Quanti di loro sono bambini: quante le vite stroncate prima di essere vissute?
Ma le
immagini che ci sono rimaste impresse provocano anzitutto smarrimento. E
sembra in qualche modo sacrilego interrompere questo stupore incredulo
con riflessioni che hanno il sapore di una distrazione o di un
diversivo.
Non ci resta che comunicare e trasmettere ciò che quelle immagini ci hanno evocato: analoghe o identiche situazioni vissute tante volte in quartieri di Bagdad, di Kabul, di Belgrado, di Gerusalemme, di Gaza; in cittadine e villaggi iracheni, afgani, iugoslavi, israeliani, palestinesi… La sofferenza e la morte, il dolore di famiglie e di intere comunità sono sconvolgenti, improvvisi e assurdi quando sono dovuti a feroci attentati, a guerre fratricide, a striscianti guerriglie.
Situazioni e
fatti altrettanto sconvolgenti si ripetono, ininterrottamente, sottratti
allo sguardo di tutti, ogni giorno.
Alle "storie
di pace e di guerra nei nostri tempi" è dedicata quest'anno la
sezione di prosa e poesia a tema "CintidellaMemoria". |
||||
|
|
||||
|
© Associazione Finisterre |
||||