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Museum Melitense
Miscellanea

Divisa militare da cavaliere di onore e
devozione
del Sovrano Militare Ordine di Malta
"La prima regola dell’Ordine, redatta tra il
1125 ed 1153, prescriveva per gli ospitalieri un abito nero simile a quello
dei benedettini, su cui era cucita una croce bianca sul petto. Nel 1259
Alessandro IV stabilì che gli ospitalieri portassero un abito nero in
convento e delle sopravvesti rosse in guerra. Iniziava cosi quella
distinzione fra l’uniforme militare (rossa con la croce piana) e l’abito
conventuale o di chiesa, detto anche di punta (nero con la croce ottagona),
presente in tutta l’iconografia giovannita e mantenutasi fino ai nostri
giorni.
In origine l’abito militare era rappresentato da una semplice sopravveste
rossa con la croce piana, da porre sopra la corazza. Nel XVIII secolo si è
tramutato in una uniforme di stoffa, che nel tempo ha seguito l’evoluzione
delle uniformi militari. La foggia attuale, qui esposta, risale all’inizio
del Novecento. Le varie classi e i vari ceti dei cavalieri si distinguono
per il colore dei risvolti della giacca, bianco per i professi, nero per gli
altri.
L’abito di punta, detto anche "cocolla", è rimasto costante nel tempo. Solo
la croce, più piccola nel XV secolo, si è ingrandita dalla metà del secolo
successivo. È corredato dalla “stola di professione” o cingulum, recante i
simboli della passione e dalla corona del rosario con la croce ottagona. I
cavalieri della terza classe, che non effettuano la professione dei tre
voti, introdotti nella seconda metà dell’Ottocento, portano un abito da
chiesa nero di foggia simile all’abito da coro dei benedettini, con la croce
ottagona vuota e gigliata", citazione tratta da
"Gentilhuomini christiani e religiosi cavalieri: nove secoli
dell'Ordine di Malta in Piemonte", a
cura di Tomaso Ricardi di Netro e Luisa Clotilde Gentile,
Milano, Electa, 2000, p.122
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