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'Ordine a Rodi. Storia di una presenza (1310-1522)

 

« Il 1 gennaio 1523, una flotta di cinquanta vascelli lasciava definitivamente il porto di Rodi per una destinazione ignota. Sulle navi erano ammassati i superstiti cavalieri dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme e circa 4000 abitanti di Rodi, che preferirono andar via ed abbandonare la loro isola piuttosto che vivere sotto le leggi del Sultano Solimano.

La piccola flotta era in una condizione pietosa. Sulle navi molti erano i feriti e tutti, cavalieri e rodiani, erano in un stato di povertà estrema.
Per sei mesi avevano resistito eroicamente all’assedio del formidabile esercito dell'Impero Ottomano e del suo più grande Sultano, Solimano il Magnifico.
L’Europa aveva guardato con ammirazione questa lotta impari, stupita da tanta resistenza, ma nessuno stato cristiano si era mosso per portare aiuto.

Ora l’Ordine, sconfitto e fiaccato da mesi di guerra stava lasciando la sua isola, che possedeva da 212 anni, navigando verso l’occidente per implorare la Cristianità di dotarlo di una nuova sede da cui attaccare l'infedele.

I Cavalieri di Rodi – come ormai erano chiamati a causa della lunga dominazione sull’isola – erano uno dei pochi Ordini militari rimasti in vita tra i tanti nati dalle Crociate .
Due secoli prima i loro grandi concorrenti, i Templari, erano stati sciolti violentemente e la grande parte dei loro beni era andata proprio agli Ospedalieri. Il segreto del durevole successo dell'Ordine di San Giovanni era stata la sua capacità di adattarsi ogni volta ai rovesci militari e ai cambiamenti storici.

Invece, dopo la cacciata dei cristiani dalla terra Santa, i Templari avevano perso  di vista ben presto il loro scopo di cavalieri combattenti, cosa che portò ad una veloce distruzione dell’Ordine.
Infatti in tutta la loro storia i grandi Ordini cavallereschi dovettero difendersi non solo dagli infedeli, ma anche dalle monarchie europee che cercarono sempre di cogliere ogni opportunità per mettere le mani sulle loro cospicue ricchezze, ed ogni scusa o pretesto venne usato per attenere questo risultato.
Perciò i Templari, perdendo di vista lo scopo per cui erano stati fondati, furono facilmente disciolti. 

Città Melitense - Cavaliere dell'Ordine di Malta a Rodi Gli Ospedalieri invece avevano compreso che il loro scopo principale, di cavalieri nati per combattere gli infedeli in Terrasanta, non era più realizzabile.
Ecco perché nel 1310, dopo aver conquistato l’isola di Rodi, divennero abili marinai e con la loro flotta continuarono sul mare la loro guerra contro gli infedeli, di cui diventarono il pericolo maggiore.

Infatti nessun monarca cristiano avrebbe potuto affrontare facilmente la superiorità delle armate turche sulla terraferma, invece l'occidente conservava sui mari una grande superiorità tecnica e militare.
I Cavalieri iniziarono, con energia e determinazione, la loro lotta sui mari contro l'impero ottomano
»1, divennero così in breve tempo una temibile potenza navale che inflisse duri colpi al dominio ottomano nel Mediterraneo orientale.

L'isola di Rodi divenne il confine tra occidente ed oriente, tra civiltà islamica e civiltà cristiana, ultimo avamposto cristiano contro l’islam che inesorabile avanzava.
Le possenti mura costruite dai cavalieri permisero all'isola di resistere agli attacchi del sultano dell'Egitto nel 1444 e di Mehmed II nel 1480.

Tuttavia, nel 1522, Rodi non poté resistere al grande esercito di Solimano il Magnifico, troppo grande era la sproporzione numerica e militare tra gli attaccati e gli attaccanti.
Così il 24 dicembre 1522, dopo sei mesi di resistenza eroica e disperata, il Gran Maestro Villiers de l'Isle-Adam ottenne da Solimano di lasciare l'isola di Rodi con l'onore delle armi.
Iniziava così un lungo periodo di incertezza per l'Ordine, che sarebbe terminato solo con il suo trasferimento sull'isola di Malta dove sarebbe
cominciata una nuova stagione per l’Ordine che mutava ancora una volta la sua fisionomia trovandosi a combattere contro un nuovo nemico, i pirati barbareschi2.


1 Liberamente tradotto dall'inglese da R. Cohen, Knights of Malta: 1523-1798, edito nel 1920.

2 Ernle Bradford, Storia dei Cavalieri di Malta, Milano 1975, pp. 104-107 e 116-120

 

 









Moeta coniata dall?ordine di Malta a Rodi 
 

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Per approfondire
 


L'Assedio di Rodi del 1480

Da Rodi al Montenegro: il lungo peregrinare della Madonna del Fileremo

 

 

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