|
« Il 1 gennaio 1523, una flotta di cinquanta vascelli lasciava definitivamente il porto di Rodi per una destinazione ignota. Sulle navi erano ammassati i superstiti cavalieri dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme e circa 4000 abitanti di Rodi, che preferirono andar via ed abbandonare la loro isola piuttosto che vivere sotto le leggi del Sultano Solimano. La piccola flotta era in una
condizione pietosa. Sulle navi molti erano i feriti e tutti,
cavalieri e rodiani, erano in un stato di povertà estrema. Ora l’Ordine, sconfitto e fiaccato da mesi di guerra stava lasciando la sua isola, che possedeva da 212 anni, navigando verso l’occidente per implorare la Cristianità di dotarlo di una nuova sede da cui attaccare l'infedele. I Cavalieri di Rodi – come ormai erano
chiamati a causa della lunga dominazione sull’isola – erano uno
dei pochi Ordini militari rimasti in vita tra i tanti nati dalle
Crociate . Invece, dopo la cacciata dei cristiani
dalla terra Santa, i Templari avevano perso di vista ben
presto il loro scopo di cavalieri combattenti, cosa che portò ad
una veloce distruzione dell’Ordine.
Infatti nessun monarca cristiano
avrebbe potuto affrontare facilmente la superiorità delle armate
turche sulla terraferma, invece l'occidente conservava sui mari
una grande superiorità tecnica e militare. L'isola di Rodi divenne il confine tra occidente
ed oriente, tra civiltà islamica e civiltà cristiana, ultimo
avamposto cristiano contro l’islam che inesorabile avanzava. Tuttavia, nel 1522, Rodi non poté resistere al
grande esercito di
Solimano il Magnifico, troppo grande era la sproporzione
numerica e militare tra gli attaccati e gli attaccanti. 1 Liberamente tradotto dall'inglese da R. Cohen, Knights of Malta: 1523-1798, edito nel 1920. 2 Ernle Bradford, Storia dei Cavalieri di Malta, Milano 1975, pp. 104-107 e 116-120 |
|
|
[ Torna all'indice degli Argomenti ]
Per approfondire Da Rodi al Montenegro: il lungo peregrinare della Madonna del Fileremo |
||
|
|
© Webmaster Associazione
Finisterre |
||||