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Annotazioni sulla presenza dell'Ordine Templare e Giovannita in Veneto

di Marcovalerio Marletta




Conoscendo con certezza la natura dell’Ordine dei Cavalieri Templari, si deduce che da Venezia essi si siano sparsi nel Veneto Orientale, seguendo le direttrici delle vie consolari romane. Queste, come per esempio la via Francigena, guidavano i pellegrini del Medioevo verso le mete principali della devozione cristiana di quel tempo: Terrasanta, Roma e San Jago de Compostela il cammino del quale era vigilato dai giovanniti (N.d.R. oggi noti come Cavalieri di Malta).


Tempio di Ormelle (Treviso)

Ormelle si colloca geograficamente, fra i comuni posti sulla sinistra del corso mediano del Piave, in quel pianoro della Provincia di Treviso, che si estende dalle pendici dei colli di Conegliano, sino al confine con la Provincia di Venezia.

Il territorio che lo comprende, ha forma oblunga, recante il Capoluogo al centro, la frazione di Tempio circa a settentrione e quella di Roncadelle sul versante orientale.

Oltre al Piave scorrono sul territorio del Comune, piccoli corsi d'acqua sorgiva e fra questi, incastonata come un gioiello di arte romanica, vi è la Chiesa dei Templari, in parte deturpata. Osservandola si comprende quanto nell’epoca medievale la concezione artistica, fosse una propensione culturale irrinunciabile, qualcosa di più di un settore della mera conoscenza, qualcosa che aveva un legame concreto e vibrante con religione, filosofia, sensibilità e vita quotidiana.

Per tradizione locale si fa risalire la costruzione della Chiesa a Tempio al 1190 circa e il perché della sua collocazione in quell’area lo si deduce per congetture: i Templari avevano “tra Piave e Livenza molti beni”; quella loro proprietà era sita in una zona geograficamente favorevole per l’intersecarsi di vie romane e di fiumi che adducevano i pellegrini  e per tanto era da considerarsi una posizione strategica e rilevante.

A testimonianza di ciò, si noti la vicinanza della “ Via Tridentina” (ovvero la strada Opitergium - Tridentum), che passava per la località in seguito detta di San Giorgio.

I Cavalieri a Tempio, ricordando che il loro Ordine fu soppresso nel primo ventennio del 1300, vi rimasero poco più di cent’anni, poi i possedimenti furono affidati agli Ospitalieri di Rodi. Nota di questo trasferimento si trova anche negli archivi dell'Ordine di Malta. Anch’essa faceva quindi parte del territorio templare treviggiano assegnato all’Ordine di Malta, che a Venezia aveva il Gran Priorato da cui dipendeva anche la Lombardia.

E’ doveroso specificare però, che nel carteggio del SMOM non si trova nulla. Il primo novembre 1961, su richiesta del parroco di Tempio don Fioravante Rosso, il Gran Balì Conte Alessandro Zeno, della Delegazione Regionale di Venezia, inviava al parroco di Tempio una missiva contenente tre notizie, corredate con un fascicolo di ventiquattro pagine dattiloscritte da Guido Sommi Picenardi del Gran Priorato del SMOM in Venezia.
Lettera e fascicolo non menzionano direttamente la Chiesa, ma interessano Tempio e recano la serie cronologica dei Gran Priori in Venezia.

Come prova ancor oggi visibile, resta lo stemma del cardinale Ranuccio Farnese, che domina l’architrave della porta principale della Chiesa di Tempio. Egli, figlio minore di Pier Luigi, elevato al cardinalato nel 1545 papa Paolo III, fu Gran Priore dell’Ordine di Malta di Lombardia e Venezia.


Palazzo del Gran Priorato a Venezia 

La sede attuale del Sovrano Ordine Militare di Malta a Venezia, deriva anch’essa da un palazzo dei templari, della cui presenza sul territorio Veneziano ci da prova un atto di donazione redatto il 9 novembre 1187 da Gerardo, Arcivescovo di Ravenna, che cedette alcuni terreni siti in Venezia affinché essi vi costruissero uno “spedale” e una cappella.

Successivamente, nel 1313 il Cavaliere frà Nicola da Parma, Priore di Venezia dell’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, accompagnato dal Cavaliere frà Bonaccorso Trevisan, si presentava al doge Soranzo per chiedere che i beni già appartenuti ai Templari fossero riconosciuti proprietà dei Giovanniti. La domanda fu accolta ed essi acquisirono, come s’è detto, i conventi e le chiese di San Giovanni del Tempio e di Santa Maria in Brolo (o Broglio). La casa e la chiesa di San Giovanni del Tempio, trasferite dopo la soppressione dei Cavalieri Templari ai Cavalieri Giovanniti, sono quelle dove ha ora sede il Gran Priorato di Lombardia e Venezia.

Del Priorato la più antica raffigurazione, la troviamo nella famosa pianta di Venezia delineata da Jacopo de’ Barbari nel 1500. Nella xilografia di questo artista infatti, si vedono disegnati la chiesa e il convento di San Giovanni del Tempio, poi di Malta, nell’aspetto planimetrico e volumetrico che conservano immutato. Ovviamente, i molteplici restauri succedutisi in varie epoche hanno certamente modificato l’aspetto degli edifici, ma non la loro struttura fondamentale.


Chiesa di San Giovanni del Tempio a Venezia

La Chiesa fu riaperta e riannessa al Priorato dell’Ordine Melitense nel 1839, al termine del periodo napoleonico. Essa, con l’adiacente ospedale di Santa Caterina, fu un tempo risplendente d’arte e dapprima fu intitolata a San Giovanni dei Furlani, poi a San Giovanni del Tempio.

Spogliata d’ogni suo patrimonio agli inizi dell’ottocento, venne riadornata alla riapertura con altari e sculture tolte da chiese veneziane soppresse.

Il suo interno è strutturato a navata unica, nel cui presbiterio si trovano gli stemmi dei Cavalieri appartenenti all’Ordine e quello del Priore in carica. Alle pareti vi si possono ammirare, a destra, il “San Giovanni Nepomuceno” di G. B. Piazzetta (XVIII) e il “Battesimo di Cristo” della scuola di G. Bellini. All’altare maggiore invece, si può apprezzare la ricca architettura del Rinascimento (primi decenni del ‘500), su disegno attribuito a Cristoforo del Legname, ornato di tre statue marmoree dei Santi probabilmente di Bartolomeo Bergamasco, provenienti dalla Chiesa distrutta di San Geminiano. Suggestivo è invece l’ampio chiosco del Priorato, con una bella “vera da pozzo” del XV secolo. Le numerose pietre tombali dei Cavalieri dei due Ordini, sono invece raccolte in un locale terreno vicino alla Sagrestia, ove è custodito il notevole rilievo con “La Vergine fra Santa Caterina e San Giovanni Battista” risalente alla seconda metà del XIV secolo.


Santa Maria in Brolo a Venezia

Se si percorre calle dell’Ascensione, a sinistra verso il Canal Grande, si può vedere il Convento dei Cavalieri Templari. Esso che fu trasformato nel XIV secolo in “Albergo della Luna”, nel XIX sec (1810) incorporò anche l’area della Chiesa demolita di Santa Maria al capo Broglio detta in seguito Santa Maria dell’Ascensione e oggi “Hotel Luna-Baglioni”.

 

 

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