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Segnalazioni di luoghi melitensi


Aiutaci a censire i luoghi legati alla presenza dei Cavalieri di Malta. Segnalaci chiese, palazzi o Commende appartenute all'Ordine, se vi sono pubblicazioni che raccontano la storia di questi luoghi e sopratutto facci sapere il loro stato di conservazione...

Realizzeremo così una prima mappatura dei luoghi melitensi presenti in Italia e del loro stato di conservazione, "perchè solo ciò che si conosce può essere salvaguardato"...

Invia pure  le tue segnalazioni all'indirizzo info@associazionefinisterre.it, tutte le segnalazioni, opportunamente verificate, saranno pubblicate in questa pagina.

 


5 novembre 2006>  Segnalo un sito melitense nel meridione che ha decisamente bisogno di essere riscoperto. Si tratta della chiesa di San Giovanni Battista a Penne (prov. di Pescara), in Abruzzo.
Si trova nella cittadina di cui è originaria la mia famiglia: è una chiesa molto bella, ma in stato di abbandono, ci fanno occasionalmente delle mostre, ma è da recuperare.  Attenti a non confonderla con la chiesa, presente nella stessa città, di San Giovanni EVANGELISTA.

Claudio Cardone
 


20 dicembre 2006>  Vi informo che diverse ricerche riguardanti la Commenda di Sant'Ippolito di Bisana a Castello d'Argile (Bologna) sono state effettuate dalla Signora Magda Barbieri e contenute nel volume " la terra e la gente di Castello d'Argile " Siaca Arti Grafiche Cento ( Fe ) 1997.

Govoni Fabrizio
 


2 Febbraio 2007> Ho saputo solo oggi (per mia somma ignoranza), che la chiesa di S. Maria in Carbonara di Viterbo, è stata assegnata al culto dei Romeni. Ecco come ne parla uno storico di Viterbo negli anni settanta:

- La piccola e gloriosa chiesa di S. Maria in Carbonara già Precettoria dei Cavalieri della Sacra Milizia del Tempio e quindi sede di Commenda dei Cavalieri di Rodi e di Malta è stata recentemente riportata al suo anticosplendore e riaperta al culto dopo un lungo e doloroso periodo di abbandono, tanto che oggi si presenta ora in tutta la sua austera bellezza. Il ripristino, curato dalla ex Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo, ha permesso di recuperare le primitive strutture architettoniche.

- La Chiesa, adorna di bandiere e di stemmi araldici, sembra abbia riacquistato l’aspetto severo e militare che un tempo la distingueva da tutte le altre della nostra città. Ai lati dell’altare su cui posa la bronzea immagine della Madonna dei Cavalieri - dono dell’attuale Gran Maestro dell’Ordine di Malta - sono disposte le bandiere del S.M.O.M. e del Comune di Viterbo, mentre in alto, sulle due pareti laterali, hanno trovato posto le otto insegne delle antiche nazioni che componevano un tempo l’Ordine degli Ospedalieri di S. Giovanni di Gerusalemme.

- In questa Chiesa, come è ricordato negli atti processuali a carico dei Templari, vi fu sepolto, intorno al 1200, Frà Artusio di Pocapaglia, pedemontano, Gran Precettore per l’Italia di quel famoso Ordine di monaci-cavalieri che venne sciolto nel 1312.
Passata ai Cavalieri di Rodi, nella metà del XIV secolo, fu adibita a Commenda di quella gloriosa Milizia. Illustri personaggi ne vennero investiti e fra questi i viterbesi Fra’ Papirio Bussi e Frà Vincenzo Costaguti che ebbero i titoli di venerabili Balì nonché il veneto Pietro Giustiniani di Venezia (AOM 92, f. 127; Bosio III 831) era stato ricevuto nell’Ordine, ancora minorenne da l’Isle Adam nel 1523, in riconoscimento dei servigi resi dal padre Paolo, durante l’assedio di Rodi.
Fatta più tardi (nel 1524) la professione solenne, il giovane Pietro intraprese la carriera militare prestando servizio a bordo delle galere dell’Ordine, e in seguito ricoprì vari incarichi in seno al Convento fra cui quello di Comandante Generale della Flotta.
Durante la permanenza dei Cavalieri di Rodi a Viterbo,(1524-1528) più volte il Gran Maestro Filippo di Villers e il suo seguito si portarono in S. Maria in Carbonara per celebrare funzioni religiose.

- La Chiesa è stata, con solenne cerimonia, riaperta al culto il 10 maggio 1964 alla presenza del Gran Maestro del S.M.O.M. Frà Angelo de Mojana e del Cardinale Paolo Giobbe, Datario di S.S. Paolo VI e da numerosi Cavalieri di Malta giunti a Viterbo dai vari Priorati dell’antico Ordine a cui appartiene lo storico tempio.

Oltretutto è una chiesa edificata da templari italiani, di cui esistono atti concreti e probanti non congetture alla Dan Brown!

 Marcovalerio Marletta


 

 

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