|
I Cabrei, denominati nell’Italia meridionale anche Platee, erano registri contenenti l’inventario dei beni appartenenti alle grandi amministrazioni ecclesiastiche o signorili. Sin dal 1319 l’Ordine Gerosolomitano, detto successivamente di Malta, emanò le prime disposizioni riguardo alla stesura dei Cabrei che ebbero la funzione di censire i beni, le rendite e le giurisdizioni al fine di impedire dispersioni ed usurpazioni. Nel Regno di Napoli la redazione dei Cabrei avveniva in forma pubblica e veniva autorizzata dal delegato dell’Ordine che sedeva nel Sacro Regio Consiglio. Alla sua stesura era delegato un notaio che genralmente si avvaleva di uno o più agrimensori o periti di campagna per la misurazione dei terreni. Questi erano spesso corredati da mappe
che non raffiguravano solo i fondi rustici ma anche, in alcuni casi, il
patrimonio edilizio ed in particolare i luoghi dove l’Ordine esercitava la
giurisdizione feudale.
La stesura di ogni Cabreo era realizzata secondo uno schema molto preciso, iniziava con la trascrizione del carteggio tra il titolare del beneficio, o il suo procuratore, ed il delegato dell’Ordine, seguivano l’atto di nomina del notaio, gli atti preliminari rogati dal notaio (emanazione e notifica dei bandi alle università interessate, ai possessori dei beni dell’ordine e ai proprietari confinanti, ecc...), quindi l’inventario e la descrizione dei beni, delle giurisdizioni, degli obblighi ecc... Una volta realizzato, due copie del Cabreo venivano inviate al Priorato dove, dopo un’accurato esame, veniva approvato in assemblea. Successivamente una copia veniva conservata nell’archivio Priorale, mentre l’altra veniva inviata al Convento di Malta. Gli statuti Gerosolomitani prevedevano che i Cabrei fossero rinnovati ogni 25 anni a spese del Commendatore1. Dai cabrei dell'Ordine la
Commenda di
Grassano risulta essere la più ricca insieme a quella di Matera. Il Cabreo della Commenda di Grassano del 1737 custodito presso la National Library di Malta, fatto redigere
dal Commendatore Fra’ Domenico Antonio Chyurlia, rimane tra quelli
meglio conservati e risulta particolarmente prezioso poiché in esso si sono
ritrovate molte piante e rilievi della Commenda di Grassano ma anche di
tutte le sue grancie. Dal punto di vista delle tipologie costruttive illustrate risultano particolarmente interessanti i casi di Pomarico, di Laurenzana e di San Mauro Forte, che ben evidenziano l'adattamento dei cavalieri di Malta a stilemi costruttivi locali. Un documento storico che per la sua rilevanza e completezza è stato studiato e pubblicato, insieme alle tavole che lo corredano, da Nicola Montesano e Antonella Pellettieri in "La Commenda di Grassano attraverso un inedito cabreo del 1737", edito dal Centro Studi Melitensi di Taranto nel 2004 in collaborazione con la Confraternita della Misericordia, l’AICS Olimpia e l’Associazione Finisterre di Grassano.
Per approfondire Gregorio Angelini, Note sull’Archivio dell’Ordine Gerosolomitano conservato nella Malta National Library, in Rassegna Storica Lucana, a.X, n.12, 1990, pp.155-166. |
|
|
![]()
Tavola P
Tavola 11
Tavola 14
Tavola 15
Tavola 18 |
||
|
|
|||||