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L'Ordine Gerosolomitano o di Malta
attraverso i Secoli
Il Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San
Giovanni di Gerusalemme, detto di Malta, svela nella stessa denominazione la
sua evoluzione storica.
Quella dei cavalieri Gerosolomitani, che si fregiano della
caratteristica croce bianca a otto punte su sfondo rosso, è una delle vicende più
affascinanti dellOccidente cristiano, lontana nel tempo eppure di sorprendente
attualità.
E' questo uno degli Ordini
cavallereschi sorti in Terra Santa dopo la prima crociata. Nel luglio 1099 i Crociati
che conquistarono Gerusalemme trovarono, nei pressi del Santo Sepolcro, un ospedale
gestito da una comunità religiosa che si ispirava alla Regola benedettina.
I monaci avevano come patrono San Giovanni Battista (da qui il
nome di "Giovanniti") ed erano guidati da un certo fra Gerardo.
Qui trovarono assistenza e cure i guerrieri venuti dallEuropa, stremati dalle
marce e dal lungo assedio alla Città Santa ed i pellegrini che li seguirono.
In seguito ai ripetuti tentativi, da parte dei musulmani, di
riconquistare la Palestina, i "Giovanniti", che nel 1113
erano stati riconosciuti da papa Pasquale II come un vero e proprio Ordine, che aveva il
compito di assistere e difendere, con le armi, i pellegrini e i malati che si recavano in
Terra Santa.
Per questo motivo fondarono, sulle strade che portavano a Gerusalemme,
una fitta rete di ospedali e di fortezze su cui
sventolò, per circa due secoli, il vessillo della "Sacra Religione"
(altro nome dellOrdine) con la croce a otto punte simbolo delle
Beatitudini evangeliche.
Ma già nella primavera del 1291 caddero Acri e
Tolemaide sotto i possenti attacchi operati dai Turchi.
I Cavalieri furono costretti ad abbandonare la Palestina ed a far vela verso Cipro,
da dove partirono, nel 1310, per installarsi definitivamente nellisola di Rodi che,
da quel momento, sarebbe diventata un punto di riferimento importantissimo nella lotta
contro ai Turchi. Proprio sullisola greca lOrdine ottenne anche la sovranità
territoriale e ben presto i cavalieri si trasformarono in esperti navigatori.
Grazie alla costruzione di una potente flotta i cavalieri gerosolomitani
(altro nome con cui erano noti i cavalieri) cominciarono a contrastare le incursioni dei
Turchi nel Mar Mediterraneo.
LOrdine divenne così una grande potenza marinara in cui militavano i cadetti
delle famiglie nobili di Francia, Spagna, Portogallo e Italia.
I musulmani intanto, con le loro scorrerie,
intensificarono la loro presenza nel Mediterraneo. Infatti Maometto II, conquistata
Costantinopoli, puntò decisamente verso lEuropa, attraverso la Serbia.
Anche Rodi fu ripetutamente attaccata con ingenti forze, ma il
sultano fu costretto alla ritirata. Ci riprovò Solimano il Magnifico nel
giugno 1522 e nonostante le ingenti perdite subite, dopo un assedio di
sei mesi, costrinse alla resa i Cavalieri, consentendo loro di andarsene con lonore
delle armi e di portare con sé tutto quanto possedevano.
Sulle navi, anziché la bandiera dellOrdine, venne issato un drappo bianco
sul quale spiccavano, ricamate in oro, limmagine della Vergine e la scritta Afflictis
Tu spes unica (Tu unica speranza per gli afflitti).
Dopo soste a Civitavecchia, Viterbo e Nizza, i Cavalieri, il 23
marzo del 1530, ottennero da Carlo V lisola di Malta
affinché potessero convertire le cose che alla Religione loro appartengono in
beneficio della Cristiana Repubblica, ed esercitare le forze e le armi contro i perfidi
nemici della Cristiana Religione.
Su questo territorio in gran parte roccioso, arido e inospitale, la Sacra Milizia
"Giovannita" scrisse unaltra straordinaria pagina di civiltà.
Qui fondò quella che è oggi la capitale maltese, La Valletta
(che vediamo riprodotta nella foto che in alto), così chiamata a ricordo del
Gran Maestro Jean Parisot de La Vallette, una città che lOrdine
arricchirà di splendidi palazzi, di "alberghi" per le Lingue e della
cattedrale di San Giovanni. I turchi, da parte loro, proveranno più volte, ma sempre
inutilmente, ad attaccare lisola, trasformata in una roccaforte imprendibile.
Da Malta, dunque, i giovanniti continuarono ad avere un ruolo
determinante nella difesa della cristianità dalla flotta turca che venne definitivamente
sconfitta a Lepanto nel 1571.
Una battaglia durante la quale grande importanza ebbero le azioni militari dei
cavalieri. Poi, per altri due secoli, lOrdine si dedicò soprattutto alla cura
degli "malati", in linea colla sua missione originaria che mai, neppure
nei periodi di più intensa attività militare, era stata trascurata.
In quegli anni venne attuata e portata a termine una profonda
riorganizzazione dellOrdine che viene ripartito in Otto sezioni, dette Lingue,
coincidenti in parte con le attuali nazioni, così denominate: Italia, Provenza, Alvernia,
Francia, Aragona, Castiglia, Inghilterra e Alemagna. A capo dellOrdine vi era il
Gran Maestro; ogni Lingua era diretta da un Dignitario e a loro volta, gli
otto Dignitari, componevano il Gran Consiglio. I Dignitari erano divisi in ordine
gerarchico; prima i Balì e poi i Commendatori o Percettori. I Balì a loro volta erano
divisi in tre classi: i Conventuali perché risiedevano nel convento, i Capitolari che non
erano obbligati a una stabile residenza nel convento o nel feudo ed infine i Balì di
grazia o ad honorem.
Ai Commendatori,
detti allinizio Percettori, era assegnato limportante
incarico di riscuotere e gestire le rendite che lOrdine ricavava dai numerosi
possedimenti e feudi che possedeva in Europa e in Terra Santa. I cospicui beni
dellOrdine erano costituiti per la maggior parte da terreni, boschi e numerosi
immobili.
Secondo il tipo di possedimento si parlava di Balia o Baliaggio
oppure di Commenda; anche se col tempo i titoli si differenziarono
cosicchè il termine di Baliaggio fu applicato a beni di maggiore entità rispetto alla
Commenda (praeceptoria). Linsieme delle Commende costituiva il Priorato,
alla cui amministrazione presiedeva un Priore. Lassegnazione delle Commende
e dei Priorati era fatta dal Gran Maestro e dal suo Consiglio e conferita
mediante bolle registrate in lingua latina nei volumi della cancelleria dellOrdine;
in genere le Commende di ogni Lingua erano riservate ai rispettivi membri; anzi in tutte
le Lingue, ad eccezione dellItaliana, i Cavalieri ascritti ad un Priorato potevano
aspirare solo alle Commende del Priorato al quale appartenevano.
Invece i Cavalieri della Lingua dItalia,
anche se costituivano almeno la metà dei membri dellOrdine residenti a Malta, si
trovavano però in gran disagio per labitudine presa dalla Curia Pontificia di
assegnare a suo arbitrio i benefici che lOrdine possedeva in Italia, senza tener
conto dei meriti e del servizio prestato, favorendo così il più ingiusto nepotismo, onde
si rivolsero ripetutamente al Papa per far cessare labuso e far riservare le
commende a quei Cavalieri italiani che a Malta prestavano il loro servizio per anni ed
anni, rischiando la morte e la schiavitù nella guerra marittima contro gli infedeli.
Come si vede era questa unorganizzazione assai
complessa che, con gli opportuni miglioramenti, funzionò assai bene per secoli ma che dal
XVIII secolo cominciò a dare segni di profonda crisi.
Non era tanto lOrdine a essere cambiato quanto la società europea che con la
nascita e il consolidamento degli stati-nazione sempre meno tollerava un Ordine
sovranazionale come era quello Giovannita.
Ad aggravare la crisi dellOrdine intervennero la Rivoluzione Francese
che portò alla confisca di tutti i beni posseduti dai Gerosolomitani in Francia e in
tutti i territori conquistati dai Francesi, mentre a Malta la popolazione locale sempre
meno tollerava il ferreo controllo dei Cavalieri sulla vita dellisola.
A segnare la fine della dominazione dellOrdine su
Malta avrebbero provveduto gli stessi francesi, a cui facevano gola le isole maltesi per
il lo valore strategico; perciò nel 1798 attaccarono lisola
di Malta mentre, per la prima volta nella loro storia, i Cavalieri si arrendevano, senza
colpo ferire, poiché la loro Regola vietava di usare le armi contro altri cristiani.
Tra il disinteresse delle grandi potenze, contrariamente a quanto
stabilito dal Trattato di Amiens (1802), Malta venne assegnata alla Gran
Bretagna.
Privi di un proprio territorio, dopo alterne vicende che videro alla guida
dellOrdine addirittura lo zar Paolo I, ortodosso e per di più sposato, i Cavalieri
trovarono la loro sede definitiva a Roma, nel Palazzo di Malta che era stato la sede del
loro rappresentante presso il Papa.
Attualmente lOrdine ha potuto riprendere
in pieno, potenziandola a livello internazionale, lattività originaria nel campo
assistenziale e conserva tuttora le prerogative di un ente indipendente e sovrano,
portatore di un proprio ordinamento giuridico.
Trasformatosi in una "laica associazione dei fedeli sotto la protezione
della Santa Sede" continua ad avere come suoi scopi fondamentali il
"rafforzare nei suoi membri la pratica della vita cristiana in assoluta fedeltà al
sommo Pontefice, secondo gli insegnamenti della Chiesa, e a sostenere ed aiutare
le opere e le istituzioni della Chiesa in Terra Santa, particolarmente quelle del
Patriarcato Latino di Gerusalemme".
Nel XX secolo la sua azione assistenziale
ha avuto un forte e rinnovato impulso, si è passati così dallospedale di
Gerusalemme e dalle infermerie di Rodi e di Malta ai treni ospedale organizzati
dall'Ordine durante le due guerre mondiali, all'assistenza delle vittime di calamità
naturali, sino all'assistenza sanitaria prestata nelle insanguinate giungle del Vietnam
(dove alcuni volontari del Corpo Sanitario tedesco hanno sacrificato la loro vita) e poi
in Ruanda.
Ovunque esseri umani soffrono, gli uomini della "Sacra Milizia" sono
stati presenti e hanno svolto la loro opera in ossequio alla regola che li vuole "servi
dei signori malati".
Oggi il Sovrano Ordine di Malta,
presente in oltre cento Paesi di tutti i continenti attraverso i propri organismi, conta
undicimila membri, ottantamila volontari permanenti, ha rapporti diplomatici con
ottantatre Paesi, ed è rappresentato in diversi organismi internazionali (Nazioni Unite,
la Fao, lUnesco e Consiglio dEuropa). |
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