|
|||
|
La Commenda Gerosolomitana
Ancora oggi non è semplice ricostruire la
storia della diffusione dei Cavalieri
Gerosolomitani o di Malta in Basilicata e le vicende relative
alla Commenda Gersolomitana di Grassano [1]
poiché molta documentazione nel corso del tempo è andata distrutta o dispersa [2]. Ancora non del tutto risolti risultano i
dubbi relativi allinsediamento dei Cavalieri gerosolomitani [5]
nel feudo di Grassano.
A Grassano la Commenda era
proprietaria dellintero paese e del suo territorio ed aveva sui
suoi abitanti la giurisdizione
civile e, per un certo periodo, anche quella spirituale. Qui termina il breve quadro storico sui cavalieri di Malta a Grassano, in attesa che altri studi e scoperte che aiutino a comprendere l'importanza di questa Commenda Gerosolomitana nell'ambito più vasto della Basilicata e dell'Ordine di Malta. (Pontillo Innocenzo) __________________________ [1] La bibliografia sulle vicende dellOrdine Gerosolomitano, detto anche Giovannita o dei Cavalieri di Malta, è molto vasta. Tra gli studi più recenti si segnalano due periodici "Rivista internazionale Ordine Sovrano Militare Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta" e Studi Melitensi allinterno del quale segnaliamo gli articoli-saggio di A. ILARI, Il Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni Battista di Gerusalemme detto di Rodi detto di Malta. Lineamenti storici, I, 1993, pp. 23-52; e C. D. FONSECA, Mezzogiorno ed Oriente: il ruolo del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, in Studi Melitensi, I (1993), pp. 11-22; ANTONELLA MANUPELLI, Storia e diffusione del Sovrano Militare Ordine di Malta in Basilicata , in Regione Basilicata notizie: Itinerari del Sacro in Terra Lucana. La Basilicata verso il Giubileo, n. 92, Anno 1999, pp. 199-204. [2] G. ANGELINI, Note sullArchivio dellOrdine Gerosolomitano conservato nella Malta National Library, in Rassegna Storica Lucana, 12 (1990), pp.155-166. [3] C. G. GATTINI., Dellordine Gerosolomitano in Matera e contorno, Archivio di Stato di Matera, Fondo Gattini, B. D fasc. 8b. [4] In Italia il Sovrano Ordine di Malta aveva più larga diffusione rispetto agli altri stati: esistevano ben sette Gran priorati (Roma che includeva il Lazio, lUmbria, le Marche e lAbruzzo, Lombardia per il Piemonte e la Liguria, Venezia per il Veneto, il Trentino e lEmilia Romagna, Pisa per la Toscana e la Sardegna, Capua per la Campania, il Molise e la Calabria, Barletta per la Puglia e la Basilicata, Messina per tutta la Sicilia) dai quali dipendevano le Commende e i Baliaggi con le grancie, gli ospedali e altri beni mobili e immobili. [5] M. GATTINI, I Priorati, i Baliaggi e le Commende del Sovrano Militare Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme nelle provincie Meridionali ditalia prima della caduta di Malta, Napoli 1928, pp. 30-32. [6] C. G. GATTINI., Dellordine Gerosolomitano ..., op. cit.. [7] Su Grassano si segnalano gli studi di G. BRONZINO, Fonti documentarie e bibliografiche per la storia di Tricarico e di al-tri centri viciniori (secc. XI-XX), in Bollettino Storico della Basilicata, 3 (1987), pp. 15-36 e in particolare pp. 23-25; IDEM, Codex diplomaticus Tricaricen-sis (1055-1342), in Bollettino Storico della Basilicata, 8 (1992), pp. 43-75. [8] C. G. GATTINI., Dellordine Gerosolomitano ..., op. cit.. [9] Il Bronzino segnala il documento del 1368 pubblicato in F.P. RUSSO, Regesto Vaticano per la Calabria, Vol. III, Roma 1975, p. 23 n.7830 che nel regesto riporta 4 giugno 1368 N.V. Thomae de Sanctoseverino, Militi Tricaricen., mandat ut praeceptoriam de Grassano, Hospit. S. Johann. Jerosol., restitui faciat Priore Barolo. [10] I Cabrei, denominati nellItalia meridionale anche Platee, erano registri contenenti linventario dei beni appartenenti alle grandi amministrazioni ecclesiastiche o signorili. Sin dal 1319 lOrdine Gerosolomitano emanò le prime disposizioni riguardo alla stesura dei Cabrei che ebbero la funzione di censire i beni, le rendite e le giurisdizioni al fine di impedire dispersioni ed usurpazioni. Questo problema fu avvertito particolarmente dallOrdine che oltre a condividere i rischi comuni a tutte le istituzioni ecclesiastiche, che in quellepoca vedevano erodere continuamente il loro patrimonio da parte dei Signori feudali e dalle comunità, era esposto ad un pericolo interno per lappartenenza di tutti i suoi membri a famiglie della nobiltà feudale o cittadina. Nel Regno di Napoli la redazione dei Cabrei avveniva in forma pubblica e veniva autorizzata dal delegato dellOrdine che sedeva nel Sacro Regio Consiglio. Alla sua stesura era delegato un notaio che generalmente si avvaleva di uno o più agrimensori o periti di campagna per la misurazione dei terreni. I Cabrei erano spesso corredati da mappe che non raffiguravano solo i fondi rustici ma anche, in alcuni casi, il patrimonio edilizio ed in particolare i luoghi dove lOrdine esercitava la giuristizione feudale. La stesura di ogni Cabreo era realizzata secondo uno schema molto preciso, iniziava con la trascrizione del carteggio tra il titolare del beneficio, o il suo procuratore, ed il delegato dellOrdine, seguivano latto di nomina del notaio, gli atti preliminari rogati dal notaio (emanazione e notifica dei bandi alle università interessate, ai possessori dei beni dellordine e ai proprietari confinanti, ecc...), quindi linventario e la descrizione dei beni, delle giurisdizioni, degli obblighi ecc...Una volta realizzato, due copie del Cabreo venivano inviate al Priorato dove, dopo un accurato esame, veniva approvato in assemblea. Successivamente una copia veniva conservata nellarchivio Priorale, mentre laltra veniva inviata al Convento di Malta. Gli statuti Gerosolomitani prevedevano che i Cabrei fossero rinnovati ogni 25 anni a spese del commendatario. Cfr. Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti, I.P.Z.S., Roma, 1949, vol.VIII, pp.203; ANGELINI G., Note sullArchivio dellOrdine Gerosolomitano..., op. cit., pp.101-102. [11] Su Domenico Antonio Chyurlia leggasi: O. SAPIO - A. PAGANO, I Chyurlia di Lizzano Cavalieri di Malta, in Studi Melitensi, n. II, 1994, pp. 137-207. [12] Custodito presso la National Library of Malta. [13] Con questo termine si indicò a partire dal medioevo le proprietà terriere di proprietà ecclesiastica o monastica, dove spesso erano presenti anche insediamenti rurali il cui nucleo centrale era un gruppo di edifici, abitazioni o servizi utili al funzionamento e allo sfruttamento della proprietà agricola appartenente alla grancia. [14] Tutti i beni dell’Ordine di Malta e relative rendite furono incamerati dallo Stato a seguito del Decreto del 18 Giugno 1807 con cui furono abolite le Prelature, le Commende, i Legati, le Cappellanie e i Benefici ecclesiastici. In seguito al decreto del Murat, datato 5 Nov. 1808, tali beni furono così destinati: “Art.1. I beni dell’Ordine di Malta e quelli del Ordine Costantiniano situati nel Regno formeranno la dotazione dell’Ordine delle Due Sicilie; Art.2. L’eccedente de’ beni mentovati nell’art. precedente, dopo formata la dotazione dell’Ordine R. delle Due Sicilie, sarà riunito a’ Demani dello Stato per essere impiegato all’estinzione del debito pubblico o a dare delle pensioni a quei Cavalieri del soppresso Ordine di Malta che giudicheremo degni della nostra munificenza...”. |
|
[ I Cinti della memoria ]
Le Storie
I briganti Il monacello Il diavolo
"A che serve il
passare |
|
| © Webmaster Associazione Finisterre |
|||