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  Lungo il sentiero dei Cinti

 

 

Corre a poche centinaia di metri dal centro storico del Comune di Grassano, ai piedi dei ruderi dell’antico Castello dei Cavalieri di Malta e della Chiesa Matrice del paese,  uno stretto sentiero che attraversa l'area storico-naturalistica dei "Cinti".

Percorrendolo ancora oggi si costeggia da un lato una profonda scarpata e dall’altro una ripida parete che rappresenta un vero e proprio spaccato della storia geologica della valle del medio Basento, costituita dalla sovrapposizione alternata di strati conglomeratici e sabbie di circa 1-2 milioni di anni fa.
La formazione conglomeratica è formata dall’assemblaggio di ciottoli di varie dimensioni e colori di diversa origine, cementati da una matrice molto scarsa.
Mentre n
elle sabbie, dai colori che vanno dal rosso ruggine al giallo paglierino, sono riconoscibili stratificazioni incrociate concave, evidenze di antichi canali scavati dalle acque e spesso sono rinvenibili conchiglie  che ci ricordano come, alcuni milioni di anni fa, questa zona fosse lambita dal mare.

Lungo il sentiero dei Cinti il visitatore non può far a meno di percepire le suggestioni che emana questo luogo da cui sono passati nei secoli i Cavalieri di Malta, possessori “ab antiquo” delle cantine, ed anche i briganti che qui si appostavano in agguato o di vedetta.

Si racconta ancora che le grotte più antiche ed in rovina siano infestate da monachicchi” dispettosi, creature fantastiche della civiltà contadina di un tempo, non a caso si raccomandava di non percorrere l’antico sentiero di notte per non essere preda del diavolo, Signore dei questi luoghi.

Al di là di queste suggestioni fantastiche non si può fare a meno di ammirare le curiose facciate delle tante cantine erette a partire dal seicento sino alla fine dell’ottocento in questo luogo.

Ognuna diversa dall’altra, nell’ampiezza e nelle semplici finiture decorative.
Ma quasi tutte caratterizzate da facciate in mattoni rossi e pietre (i chiact’ ) e da un largo portone su cui si apre una stretta finestra, unica fonte di luce naturale per l’interno.

Le cantine penetrano per molti metri all’interno del fianco della collina e sono formati solitamente da una sola navata con volte a botte, che termina in una struttura semicircolare che tanto ricorda l’abside di una chiesa, chiamata “la sacrestia”.

Qui su gradoni scavati o costruiti con pali infissi direttamente nel terreno era custodito il vino migliore. In molte di esse, ancora oggi, troviamo ampi palmenti, ovvero grandi vasche realizzate in pietra o mattoni ma anche con materiali di recupero (parti di colonne o di portali), dove veniva pigiata e fatta fermentare l’uva.

Mentre una natura silenziosa e rigogliosa ci regala scorci di rara intensità mentre, passo passo, camminiamo lungo questo sentiero alla scoperta del mondo sconosciuto custodito dai "Cinti" di Grassano.

 

 

 

 

 

 

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