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Corre a poche centinaia di metri dal centro storico del Comune di Grassano, ai piedi dei ruderi dell’antico Castello dei Cavalieri di Malta e della Chiesa Matrice del paese, uno stretto sentiero che attraversa l'area storico-naturalistica dei "Cinti". Percorrendolo ancora oggi si costeggia da un lato una profonda scarpata e
dall’altro una ripida parete che rappresenta un vero e proprio spaccato
della storia geologica della valle del medio Basento, costituita dalla
sovrapposizione alternata di strati
conglomeratici e sabbie di circa 1-2 milioni di
anni fa. Lungo il sentiero dei Cinti il visitatore non può far a meno di percepire le suggestioni che emana questo luogo da cui sono passati nei secoli i Cavalieri di Malta, possessori ab antiquo delle cantine, ed anche i briganti che qui si appostavano in agguato o di vedetta. Si racconta ancora che le grotte più antiche ed in rovina siano infestate da monachicchi dispettosi, creature fantastiche della civiltà contadina di un tempo, non a caso si raccomandava di non percorrere lantico sentiero di notte per non essere preda del diavolo, Signore dei questi luoghi.
Ognuna diversa dallaltra, nellampiezza e nelle semplici
finiture decorative. Le cantine penetrano per molti metri allinterno del fianco della collina e sono formati solitamente da una sola navata con volte a botte, che termina in una struttura semicircolare che tanto ricorda labside di una chiesa, chiamata la sacrestia. Qui su gradoni scavati o costruiti con pali infissi direttamente nel terreno era custodito il vino migliore. In molte di esse, ancora oggi, troviamo ampi palmenti, ovvero grandi vasche realizzate in pietra o mattoni ma anche con materiali di recupero (parti di colonne o di portali), dove veniva pigiata e fatta fermentare luva. Mentre una natura silenziosa e rigogliosa ci regala scorci di rara intensità mentre, passo passo, camminiamo lungo questo sentiero alla scoperta del mondo sconosciuto custodito dai "Cinti" di Grassano. |
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