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Tra gli
urbanisti, ed in genere tra quanti si occupano di tutela del paesaggio, si
usa dire che il territorio va "riconosciuto" al fine di scoprire come la
storia di un popolo, le sue leggi e le sue esigenze lo hanno modificato. Il problema che si pone oggi è proprio quello di riconoscere e riconquistare le tracce del passato distinguendole e ricollocandole, epoca per epoca, in modo da far sì che possano rivelare come si è formato l’ambiente che ci circonda.
Ma quando si interviene senza riguardo sul territorio si finisce per appiattire o a cancellare tutte le peculiarità del nostro paesaggio testimoni di millenni di storia. Il problema è allora cercare o trovare l’equilibrio fra ciò che ci è giunto in millenni di evoluzione e le nostre esigenze di oggi per meglio utilizzare e valorizzare i “tesori” del nostro territorio (abitati di antico impianto, viabilità storica, monumenti arborei, ecc.) e per costruire le qualità del territorio nell'oggi.
Cancellare con una strada o con inutili
colate di cemento secoli di storia non solo rischia di distruggere e d'imbruttire le nostre realtà ma trasforma il nostro territorio in un luogo
anonimo, senza storia e senza identità.
I Cinti di
Grassano attraverso la scoperta delle
testimonianze storiche ed architettoniche che custodiscono ci offre la
possibilità di farci conoscere e riscoprire la storia e
l'identità del popolo lucano. L’augurio che facciamo a tutti coloro che “si mettono in cammino” nei Cinti di Grassano è quello che, pur di fronte al degrado presente, sappiano leggere nei vari "itinerari della memoria" che questo luogo offre il cammino fatto, attraverso i secoli, dal popolo Lucano. A tutti l'augurio di un buon viaggio! |
Le
neviere dimenticate
Cinti della memoria
(File PDF)
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