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  Appunti geologici su Grassano
         
di Giuseppe Bolettieri

 

 

 

Grassano è sito su una collina a tre cocuzzoli che formano una cresta disposta con andamento E-W, spartiacque tra il bacino idrografico del fiume Basento e quello del fiume Bradano.

Le formazioni geologiche ivi presenti includono la serie marina calabriana (1-2 milioni di anni) costituita nella parte inferiore da argille sub-Appenniniche grigio-azzurre che gradualmente sono sormontate da depositi sabbioso-conglomeratici, questi segnano la fine del ciclo regressivo bradanico.

Le argille Plio-Pleistoceniche formano la maggior parte della collina fino a 525 m s.l.m. e sono prevalentemente illitiche con stratificazioni di sottili letti sabbiosi che diventano progressivamente più frequenti al passaggio con le sabbie nella parte superiore.

wpe5.jpg (8371 byte)Le sabbie (formazione delle sabbie di Monte Marano) sono poco cementate e mostrano un’evidente stratificazione, soprattutto quando si alternano con livelli di limo. Nelle sabbie sono spesso rinvenibili conchiglie ed evidenze di bioturbazioni (rimaneggiamento dei sedimenti da parte di organismi).

Le sabbie costituiscono la cima della collina e le zone adiacenti. Lo spessore di questa unità sabbiosa cresce da W ad E a partire da 30 m fino a 70 m.

Sopra le sabbie i conglomerati poligenici chiudono la successione.
Lo spessore esposto dei conglomerati è di circa 20 m e va dai pressi di via Umberto I fino alla parte sommitale del colle più alto del paese (capo le Grotte).

I conglomerati, con strati di spessore di 2-3 m, sono formati da un assemblaggio di ciottoli di varie dimensioni e origine, cementati da una matrice molto scarsa.

I versanti della collina sono coperti da detriti di spessore variabile (5-15 m) che perlopiù origina dallo smantellamento delle formazioni sabbioso-conglomeratiche. I detriti sono costituiti da una massa caotica di sabbia limosa di colore giallo-rosso che contiene frammenti di materiale arenaceo e ciottoli.
Lo spessore dei detriti e il cattivo stato di conservazione dei ciottoli conduce all’ipotesi che questo sia un antico sedimento formatosi probabilmente in un periodo di clima caldo-umido di una fase interglaciale del Quaternario Medio-Superiore.
L’assetto suborizzontale dei sedimenti è stato parzialmente modificato da movimenti tettonici verticali (presenza di faglie normali) che, insieme a frane rototraslazionali, ha causato la formazione di una struttura a gradini morfologici.

Una successione di terrazzi fluviali, presenti nella parte più bassa del colle, testimonia alcuni periodi di sollevamento di quest’area, infatti, sono osservabili quattro serie di terrazzi a 397, 339, 303 e 250 m s.l.m., rispettivamente del Mindel, Riss I, Riss II e Wurm, che degradano da sud di Grassano verso il fiume Basento.

 

 

Per approfondire


Da leggere

Boenzi F., Digennaro M.A., Pennetta L., (1978), I terrazzi della valle
del Basento (Basilicata),
Rilev. Geogr. It. 4, Bari.

Cotecchia V., Del Prete M., (1986), Some observations on stability of old landslides in the historic centre of Grassano after the earthquake of 23 novembre 1980, Geologia Applicata ed Idrogeologia, vol.XXI, parte IV, pp.155-160 Bari.

Ricchetti G., (1981), Contributo alla conoscenza strutturale della Fossa Bradanica e delle Murge, Boll. Soc. Geol. It., 99, 421-430, Roma.
 


 

 

 

 

 

 

 

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