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  Il Geosito dei Cinti

 

 

L’intera superficie della Terra, nel susseguirsi di catene montuose, pianure, coste e fondali marini, testimonia le innumerevoli e complesse vicende che  hanno scandito la lunga evoluzione geologica.
In questo insieme ci sono aree particolarmente significative dove gli oggetti geologici presentano caratteri di rarità e unicità, sono ben visibili e ben conservati, formano paesaggi spettacolari e restituiscono informazioni fondamentali per la conoscenza della Terra.
Questi sono i beni geologici, chiamati anche geositi o geotopi (letteralmente luoghi della geologia) che, al pari delle altre componenti, formano il patrimonio naturale di un territorio e meritano di essere tutelati, valorizzati e protetti dalla possibile distruzione.

Solo in questi siti, e solo lì, è possibile tracciare i processi che in migliaia di anni si sono succeduti e che hanno creato l'attuale aspetto del nostro pianeta, compresa l'evoluzione della vita in cui è inserita quella dell'uomo.
Quello che è conservato negli affioramenti rocciosi e nel paesaggio è da considerare unico, e talora molto fragile. Per questo è necessario riflettere sul fatto che ciò che si perde di questo patrimonio non potrà mai essere ripristinato o ricostruito, ed è quindi necessario procedere alla sua protezione.

 

Tra i luoghi che custodiscono la parte  più significativa del patrimonio geologico italiano e racchiudono interessanti testimonianze della lunga e affascinante storia dell'evoluzione geologica dell'Italia troviamo il Geosito dei Cinti. 

A tal proposito scrive la Prof.ssa Luisa Sabato del Dipartimento di Geologia e Geofisica dell'Università di Bari:
"Conosco molto bene la località Cinti perchè da anni io e il mio gruppo di ricerca lavoriamo su quelle pareti di sabbie e conglomerati per studiarne le peculiari caratteristiche geologiche. Solo per dirvi quanto sia importante dal punto di vista didattico e scientifico, ogni anno porto i miei studenti a osservare gli affioramenti lungo  le stradine, e l'anno scorso abbiamo scritto una guida geologica presentata al Congresso Internazionale di Geologia, dove tre sezioni sono dedicate proprio ai depositi in oggetto.

Oltre a rappresentare un importante patrimonio storico, per noi l'area di Cinti rappresenta un importante tassello in tutta l'area bradanica (un'area ricadente sia in Basilicata che in Puglia) per la comprensione dell'evoluzione geologica degli ultimi milioni di anni dell'Italia intera".

 

Questi sono i Cinti, custodi dei resti dell'unico centro urbano edificato dai cavalieri di Malta in Basilicata e geosito testimone dell'evoluzione naturale e geologica della Basilicata e dell'Italia attraverso i millenni .

 

 

Per approfondire


In internet

Cosa è un geosito,
a cura del Centro di GeoTecnologia dell'Università agli studi di Siena

Centro Documentazione Geositi

I Geositi da geologia.com

Colline Forlivesi, il turismo alla scoperta di biotopi e geositi

 

Da leggere

L. Sabato – M. Tropeano, Regressive coastal deposits in Grassano area, in AA.VV., 32nd international geological congress - plio-pleistocene stratigraphic and tectonic evolution of the foreland- foredeep - chain system in southern Italy, Field Trip Guide Book, ed. APAT, Roma, 2004, pp.29-31;

CD-Rom. Geositi, un patrimonio da salvare di Raniero Massoli Novel

L. Sabato, I Cinti di Grassano, in AAVV. Guida alla carta degli itinerari geoturistici della Basilicata, in corso di pubblicazione a cura della Regione Basilicata

AA.VV, Geositi. Testimoni del tempo, Ed. Pendragon, Bologna, 1999


 

 

 

 

 

 

 

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