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  Biblioteca Archeologica Lucana



Pierfrancesco Rescio, Archeologia e storia dei castelli di Basilicata e Puglia, Regione Basilicata, 1998  PDF

Scrive l'autore che "L’obiettivo principale di questa ricerca è stato mettere insieme una documentazione storicoarcheologico-letteraria delle fortificazioni della Basilicata e della Puglia, in modo da rendere, per quanto possibile, una chiara lettura generale dell’architettura militare della zona, nel quadro delle più recenti acquisizioni archeologiche.
(... ). Ciò ha permesso di mettere in primo piano le problematiche della ricerca archeologica, delle sue premesse metodologiche, dei conseguenti fattori di disturbo cui le stratificazioni sono soggette e soprattutto di quegli elementi in base ai quali è possibile fornire una tipologia architettonica dall’interpretazione dei manufatti, attraverso una sintesi che si avvale delle analisi descrittive".


AA.VV, Archeologia dell'acqua in Basilicata, Soprintendenza Archeologica della Basilicata e Consiglio Regionale di Basilicata, 1999  PDF

 "La storia antica della Basilicata è stata, in effetti, fortemente condizionata dalle caratteristiche del suo territorio e in particolare dalla presenza dell’acqua.
La ricerca archeologica, in primo luogo, ha evidenziato il ruolo che hanno svolto, a diversi livelli, le sorgenti, i bacini lacustri, le vallate fluviali, il mare nel favorire, sin dalla Preistoria, la nascita di insediamenti e le relazioni tra genti di cultura diversa.


Maria Luisa Nava e Massimo Osanna (a cura di)
Rituali per una Dea Lucana. Il santuario di Torre di Satriano
,  Soprintendenza Archeologica della Basilicata/ Consiglio Regionale di Basilicata/Università degli Studi della Basilicata, 2001
PDF

Catalogo della mostra omonima sul Santuario di Torre di Satriano in esso "lo studio dei materiali e la redazione dei saggi sui vari aspetti delle dinamiche insediative e cultuali è opera di una équipe eterogenea che affianca a studiosi un gruppo di giovani laureati e specializzandi per la prima volta alle prese con un compito così impegnativo. Tale esperienza senz’altro significativa, nonostante una certa disomogeneità tra le varie sezioni del catalogo, va considerata un importante banco di prova per i giovani ricercatori".


Dizionario di Archeologia Lucana PDF
 
a cura di Pierfrancesco Rescio

Un testo sintetico e esauriente per un primo sguardo sull'archeologia lucana.
In tutti i Comuni della Basilicata, suddivisi alfabeticamente, sono forniti dei cenni sulle numerose aree archeologiche esistenti con una bibliografia aggiornata, scientifica ed esaustiva. Un testo adatto per il lettore curioso e lo studioso.


Deborah Rocchietti
Aree sepolcrali a Metaponto. Corredi ed ideologia funeraria fra VI e III secolo a.C. , Consiglio Regionale di Basilicata, 2002

Tesi di laurea, discussa presso l’Università degli Studi di Torino e premiata dalla Regione Basilicata, che affronta con grande perizia tecnica ed espositiva la storia dell’ideologia funeraria e delle tradizioni sottese ai rituali di sepoltura nel territorio dell'antica Metapontum, che risultano di grande interesse per la ricostruzione e rilettura della storia antica di quest’area della Basilicata.


 

   Materiali divulgativi (depliant, dispense, articoli, etc...)



VISITA VIRTUALE> Banzi: Un Museo all'aperto. Frammenti di storia
Visita alla mostra archeologica omonima chiusasi nel settembre 2006. I “Frammenti di storia” della mostra archeologica  provengono dagli  scavi effettuati negli anni scorsi a Banzi, l'antica Bantia , la città osco-sannitica delle terme di Romanius, del Fons Bandusiae, della tabula bantina osca e del templum auguraculum, oggi piccolo paese posto ai confini con la Puglia, tra Palazzo San  Gervasio e Genzano di Lucania, non molto distante da Spinazzola in provincia di Bari ( 17 km),  e distante da Potenza 45 km e 55, invece, da Matera.

Archeologia del tempo. Le meridiane della Basilicata di Lucio Saggese  PDF
Gli orologi solari, comunemente conosciuti come meridiane, sono tra gli strumenti di misurazione del tempo quelli che indubbiamente affascinano maggiormente.

Il borgo scomparso di Altojanni. Dove le pietre raccontano PDF
La Scuola di Specializzazione in Archeologia di Matera ha un progetto di ricerca su Altojanni in agro di Grottole finalizzato allo studio delle emergenze strutturali di età medievale e alla conoscenza delle testimonianze presenti in questo luogo, che conserva ancora oggi i resti di una monumentale struttura che rimanderebbero ad un centro fortificato altomedievale.

VISITA VIRTUALE>  Greci, Enotri e Lucani nella Basilicata meridionale
Visita virtuale alla mostra omonima tenutasi nel 1986 al Museo Archeologico di Policoro che vuol evidenziare il processo di ellenizzazione dell'Enotria, come conseguenza dell'incontro dei Greci con le comunità indigene dell'entroterra.
Il territorio, abitato dalle popolazioni indigene note col nome di Enotri, occupava gran parte del settore occidentale dell'odierna Basilicata. Al loro arrivo sulla costa ionica, i Greci esercitarono una forte influenza sugli abitanti dell'area, i cui effetti si riscontrano particolarmente nei corredi e nel rituale funerario.

La via romana Regio-Capuam, da Salernum ad Anni  Fornum
La romanizzazione dell’Italia meridionale avvenne soprattutto grazie a due strade di penetrazione: la via Appia e la via Regio-Capuam. Quest'ultima andava da Capua fino a Reggio Calabria  ed assicurava a Roma il dominio della Campania occidentale, della Lucania e del Bruzio (attuale Calabria) ed il controllo militare e la penetrazione economica nell’Italia meridionale...

I Greci in occidente. Nobili e guerrieri nel Materano PDF 
Materiali dall'omonima mostra tenutasi alcuni anni fa al Museo "D. Ridola" di Matera che voleva illustrare, attraverso l'esposizione di numerosi corredi funerari, il grado di ellenizzazione raggiunto dalla popolazione dell'area apulo-materana, naturale retroterra della colonia greca di Metaponto.

I Cacciatori di elefanti di Atella di E. Borzatti von Lowenstern  PDF
Le ricerche in corso nel bacino di Atella in Basilicata hanno portato all'individuazione della linea di costa di un grande lago pleistocenico esistente in un intervallo di tempo compreso tra 740 e 500 mila anni fa...

La tomba del pittore di Roccanova (V – IV sec. a. C.)
Articolo del prof. Giuseppe Cudemo tratto dal mensile lucano “La Voce della Comunità"

La colonie della Magna Grecia
La storia della colonizzazione Greca nell'Italia meridionale, con presentazioni sintetiche delle principali colonie di Magna Grecia.

I costumi della Magna Grecia
La civiltà di Magna Grecia presentata con brevi annotazioni di facile lettura. 

Il Teatro nella Magna Grecia
Un'ampia descrizione del teatro in Magna Grecia con annotazioni letterarie e di costume. 

Identità e specificità di una regione: La Basilicata di Dinu Adamesteanu
L'evoluzione della Basilicata antica dal VIII sec a.c.  alla conquista romana

Il censimento delle chiese rupestri del Vulture dell'Archeoclub di Melfi
Progetto importantissimo dell'Archeoclub di Melfi è  quello di un censimento delle chiese rupestri sparse sulle  pendici del monte Vulture, numerose sono quelle già  ampiamente conosciute e studiate nei territori di Melfi e  Rapolla. Ma tantissime sono abbandonate e dimenticate  da tutti o per scarsa importanza artistica o  perchè trasformate in palmenti, cantine ecc. o perchè in parte distrutte.



 

Articoli tratti da Lucania Archeologica (file PDF)



Una iscrizione funeraria di Salvatore Pagliuca , da Lucania Archeologica, numero unico, dicembre 1976

Un m
onumento funerario in località Caselle (Muro Lucano) di Pietro Lamorte, da Lucania Archeologica, numero unico, dicembre 1976

Sull'insediamento di S. Antonio (Ruvo del Monte) di Salvatore Pagliuca, da Lucania Archeologica, numero unico, dicembre 1976

Il mosaico in contrada Prato di Francesco Quaremba,
da Lucania Archeologica, numero unico, dicembre 1976

Sull'insediamento di Colle Torrano (Muro L.) di Salvatore Pagliuca Jr.
 , da Lucania Archeologica, numero unico, dicembre 1976

Lo scavo di una località rurale romana a S. Giovanni di Ruoti di A. M. Small (Professore del Depatment of Classics The University of Alberta Edmonton, Alberta, Canada), da Lucania Archeologica, anno II, n.2, giugno 1978

Il percorso della via Appia tra Venosa e Palazzo San Gervasio di L. P. Vinson (Professore del Depatment of classics University of Arizona, Tucson), da Lucania Archeologica, anno II, n.2, giugno 1978

Relazione del Gruppo Archeologico Lucano sullo scavo di S. Giovani di Ruoti di Salvatore Pagliuca jr, da Lucania Archeologica, anno II, n.2, giugno 1978  

Ruvo del Monte: Un nuovo centro di interesse archeologico nel melfese ,
di Gerardo Gugliotta, da Lucania Archeologica, anno II, n.2, giugno 1978

Dalla relazione dell'attività della Soprintendenza Archeologica della Basilicata nel 1977 (Taranto, ottobre 1977) di Elena Lattanzi (Soprintendente alle antichità della Basilicata), da Lucania Archeologica, anno II, n.2, giugno 1978

Introduzione
di Salvatore Pagliuca, da Lucania Archeologica, anno I, n.1-2, marzo-giugno 1979

Seconda campagna di scavi del Gruppo archeologico Lucano a S. Giovanni di Ruoti di Leonardo Lozito, da Lucania Archeologica, anno I, n.1-2, marzo-giugno 1979.



 

Vasi Archeologia in Basilicata    Archeologia Lucana on line


Il rilievo per la rappresentazione 3D: La città Romana di Grumentum PDF
Nell’articolo si parla del recente rilievo del sito archeologico di Grumentum in Basilicata, svolto all’interno del progetto del PRIN04, curato da Caterina Balletti e Francesco Guerra dell'Università IUAV, Università degli studi di Venezia.

Institute of Classical Archaeology. Metaponto Project (in inglese)
L'Istituto dell'Archeologia Classica (ICA) dell'università del Texas ha sviluppato progetti a lungo termine per esplorare gli insediamenti dell'antica Metapontum. In queste belle pagine alcuni risultati delle loro ricerche.

University of Texas at Austin. Metaponto Project (in inglese)
Le ricerche condotte da qualche decennio dall'Università del Texas nell'area di Metaponto hanno dato lo spunto per creazione di questo sito presso il Dipartimento di Geografia dell'università statunitense, che ci informa in particolare sui risultati delle prospezioni di superficie condotte nell'area. L'accento è posto soprattutto sulle tecniche della cartografia computerizzata applicate all'archeologia.

La Regio III: Lucania et Bruttii
La terza regione dell'Italia augustea era delimitata dal fiume Bradanus (Bradano) che la separava dall'Apulia a nord-est, e dal corso inferiore del Silarus (Sele), che costituiva il confine con la Campania a nord-ovest. Come indica anche la sua denominazione, la regio III presentava due subregioni ben distinte, la Lucania, corrispondente grosso modo all'odierna Basilicata, e la regione dei Bruttii, che corrisponde all'incirca alla moderna regione della Calabria...

Fonti che descrivono la terza regione dell'Italia augustea
"Prima che venissero i Greci non c'erano ancora i Lucani, ma questi luoghi erano occupati da Conî ed Enotrî. Avendo poi i Sanniti accresciuto di molto la loro potenza, cacciarono Conî ed Enotrî ed insediarono in questi territori alcuni Lucani; frattanto anche i Greci occupavano ambedue i litorali fino allo Stretto e per lungo tempo Greci e Barbari si fecero reciprocamente guerra" da Strabone, Geografia, VI, 1, 2: i Lucani, coloni dei Sanni

Il Melfese nel V - III  secolo a . C .
Il Melfese è stato nell’antichità luogo di incontro tra le popolazioni italiche dell’Appennino centro-meridionale e quelle della fascia pianeggiante adriatica proprio per la sua caratteristica di crocevia di importanti percorsi che risalivano le vallate fluviali.

Le tombe del Melfese nel V - III  secolo a . C .
Lo studio delle necropoli è importante per conoscere la cultura e l’organizzazione sociale dei centri indigeni del Melfese (Ruvo del Monte, Melfi, Lavello, Banzi).
La tipologia delle strutture tombali, strettamente collegata ai rituali funerari, è il primo indicatore del livello sociale dei defunti.
Le tombe del Melfese ospitano sepolture singole e più raramente coppie di defunti, deposti in posizione rannicchiata su un fianco. Solo le tombe sannite di IV secolo a.C. contengono sepolture in posizione supina.

Il sito Archeologico di Ruvo del Monte
Ruvo del Monte sorge su un’altura a circa venti chilometri a sud-ovest di Melfi, ai confini nord-occidentali della Basilicata, in un’area montuosa abitata anticamente da genti di stirpe nord-lucana.
Grazie alla sua posizione strategica tra l’alta valle del fiume Ofanto e la Lucania interna, il sito controlla, a partire dalla fine del VII secolo a.C., gli itinerari che, attraverso le vallate interne, collegano le città greche ed etrusche della Campania con i centri indigeni della Basilicata e con le colonie greche della costa ionica.

Il sito archeologico di Bantia Banzi
L’odierna Banzi si sviluppa sullo stesso pianoro occupato dal centro daunio che, al confine tra Apulia e Lucania, controllava la media valle del fiume Bradano. Secondo l’uso daunio, l’insediamento è organizzato in gruppi di abitazioni alternati a spazi liberi, destinati all’allevamento, alle coltivazioni e alle necropoli, che, dall’età arcaica (VII-VI secolo a.C.) fino all’occupazione romana, si distribuiscono su tutto il pianoro.

Scavi archeologici a Melfi
L’importanza del territorio di Melfi si è manifestata a partire dalla seconda metà del Novecento quando, dopo le prime scoperte avvenute tra il 1954 e il 1958 e l’istituzione della Soprintendenza alle Antichità della Basilicata nel 1964, fu formulato un intenso programma di ricerche e di scavi.
Le indagini hanno portato alla luce tre importanti insediamenti di età arcaica (VII-VI secolo a.C.), la cui posizione geografica risponde ad esigenze di natura differente.

Il rituale funerario praticato dalle genti daunie e nord-lucane
Il Melfese è stato nell’antichità luogo di incontro tra le popolazioni italiche dell’Appennino centro-meridionale e quelle della fascia pianeggiante adriatica proprio per la sua caratteristica di crocevia di importanti percorsi che risalivano le vallate fluviali.La documentazione archeologica proveniente dalle necropoli consente di definire la complessità delle cerimonie praticate dalle genti daunie e nord-lucane in onore dei defunti.


Il centro daunio di Forentum Lavello
L’attuale cittadina di Lavello sorge sull’antico centro daunio di Forentum, conquistato, alla fine del IV secolo a.C., dai Sanniti e successivamente dai Romani. Già a partire dal VII secolo a.C., questo insediamento ha svolto un ruolo centrale nell’organizzazione territoriale della Daunia interna, grazie alla sua posizione strategica alla confluenza di due importanti vie di comunicazione: l’asse Ofanto-Sele e la valle del Bradano.


L’arte della guerra

Le fonti letterarie tramandano come nel IV secolo a.C. le popolazioni italiche fossero in costante contrasto dapprima con i Greci e poi con i Romani e attribuissero particolare importanza all’arte della guerra. Nel Melfese l’esaltazione del ruolo del guerriero è testimoniata da numerose sepolture, nelle quali compare una grande varietà di armi da difesa e da offesa.


L’espansione romana in Basilicata
Alla fine del IV secolo a.C. nello scacchiere politico dell’Italia meridionale si inserisce un nuovo interlocutore, Roma, che estende gradualmente il suo dominio a partire dalla fondazione delle colonie di Luceria (314 a.C.), di Venusia (291 a.C.) e di Paestum (273 a.C.).


Le speranze di rinascita dal V al III a.c.

Anche presso le popolazioni italiche del Melfese sono diffusi culti di origine greca, connessi soprattutto a Dioniso, che promettono il superamento della morte con la speranza di una vita ultraterrena.


Il Melfese e Canosa
Collocata presso la foce dell’Ofanto, Canosa (Canusium) è uno dei più ricchi e importanti centri della Daunia. Il suo predominio culturale sugli insediamenti del Melfese, documentato già a partire dall’età arcaica con le esportazioni delle ceramiche di sua esclusiva produzione, diviene pressoché totale verso la fine del IV secolo a.C. condizionando persino l’architettura delle dimore dei vivi e dei morti.


Gli animali nel mito
Le raffigurazioni di animali, sia reali sia fantastici, presenti sulle terrecotte e sulle ceramiche figurate diffuse nei centri antichi della Basilicata, derivano dall’immaginario greco. La loro funzione non è solamente decorativa, ma assume, di volta in volta, valenza religiosa o apotropaica, allo scopo di proteggere dal male. Con questo significato statuette in terracotta e bronzo raffiguranti animali venivano offerte alle divinità, mentre pendagli ed ornamenti a forma di animali venivano indossati personalmente. Animali-giocattolo (porcellini, cavallini, galli) seguivano i bambini nel “lungo viaggio” verso l’aldilà.


Il santuario di Lavello-Gravetta

Sull’altura di Gravetta, in posizione dominante l’antica strada di collegamento tra Lavello e Canosa, è stato portato alla luce, negli anni 1989-90, un luogo di culto databile al momento successivo all’occupazione romana (III secolo a.C.). 


 

 Articoli tratti da "Basilicata Regione Notizie" (file PDF)



La Basilicata antica a Palazzo Grassi di Rocco Rosa

Greci, Enotri, Lucani: la mostra di Policoro di Franco Di Pierro

Lucani a Poseidonia, la mostra di Paestum di Donato Mazzeo

Greci in Occidente, le mostre del sud di Antonio Bavusi

Regione in mostra: la Basilicata scopre i suoi tesori di Francesco Di Bello

Origini e sviluppi della ricerca archeologica di Giangiacomo Panessa

1900-1963 la ricerca archeologica in Basilicata di Antonio Capano

Intellettuali e ricerca archeologica in Basilicata nella seconda metà dell'800 di Lucio Attorre

Dinu Adamesteanu e la Basilicata antica di Mauro Padula

L'itinerario della vie Herculia tra Venusia e Potentia di Antonio Motta

Le fornti per la storia dell'archeologia in Basilicata di Valeria Verrastro

XIX secolo: nasce "l'esperto scavatore d'antichità"  di Valeria Verrastro

Il viaggio in Magna Grecia del Maggio 1778 di Irene Settembrino

Il Museo di Policoro e le vallate dell'Agri e del Sinni  di Salvatore Bianco

Metaponto, un'esperienza urbanistica d'avanguardia  di Antonio De Siena

Il Museo Domenico Ridola e la ricerca nel Materano di Maria Giuseppina Canosa

Gli Abitati fortificati di Tricarico di Anna Maria Patrone

Il Museo Archeologico provinciale di Potenza di Mario Biscaglia

Francesco Ranaldi: l'archeologo della preistoria lucana di Stefano Petrucci

Tuppo dei Sassi: un'inedita incisione rupestre di Ottavio Chiaradia

I ritrovamenti di Serra di Vaglio, Braida e i Basileis di Elvira Pica

Armento: il santuario di Eracle di Alfonsina Russo Tagliente

Il Museo Nazionale dell'Alta Valle dell'Agri di Enzo Vinicio Alliegro e Ulrica Petracca

Il Parco archeologico di Grumentum di Paola Bottini

La ricerca archeologica in territorio di Rivello di Paola Bottini

Maratea: dall'età del bronzo a quella romana di Paola Bottini

Il Museo Archeologico di Muro Lucano di Marcello Tagliente

Il territorio di Numistro di Salvatore Pagliuca

Venosa, città Oraziana: dal Paleolitico all'età romana  di Antonio Capuano

Il Melfese ed il Museo archeologico nazionale di Rosanna Ciriello

L'antica Lavello dagli scavi del Rendina agli ultimi ritrovamenti di Giuseppe Catarinella

Archeologia industriale, spunti per una ricerca di Paola Bottini

L'archeologia industriale: definizione e metodi di Mario Biscaglia

Lineamenti di archeologia industriale in Basilicata di Mario Biscaglia

Pregi e limiti della scuola superiore di archeologia di Matera di Giangiacomo Panessa

Scuola e archeologia: alleanza possibile di Isabella Santangelo

La formazione professionale nel settore archeologico di Giuseppina D'Alessandro

La "vetusta" Maratea tra turismo e archeologia di Marino Faggella

I beni archeologici di Maria Luisa Nava

Culti della fertilità nel II millennio A.C. a Lavello di Addolorata Preite

Il territorio del marmo-platano in età romana di Alfonsina Russo

Venosa tra età repubblicana ed imperiale di Vincenzo Cracolici e Luigina Tomay

Attività del laboratorio di restauro della soprintendenza di Apollonia Basile

Riflessioni sulla presenza Micenea in Basilicata di Giangiacomo Panessa

Le catacombe ebraiche di Venosa di Angela G.R. Catarinella
 

L'archeologia della Basilicata in mostra di Alfonsina Russo
 

Il Museo archeologico provinciale di Potenza di Adele Bellino
 

   

 

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